L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-MILAN 0-2 (E IL RESTO DELLA 28^ GIORNATA): “DIFFICILE CONGIUNTURA, SERVONO CALMA ED EQUILIBRIO. E MENO MALE CHE IL LECCE HA SOLTANTO PAREGGIATO…”

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“E’ un po’ come la crisi: prima o poi finirà, ma non si sa quando. Nell’arco di un campionato capitano momenti un po’ così: ma è pericoloso quando si è nel vivo della stagione e non si è preparati mentalmente alla miseria…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Meno male che ieri il Lecce ha “solo” pareggiato e non battuto il Palermo se no lo psicodramma collettivo che sta vivendo il Parma – che sognava l’Europa, con un allenatore dal nome altisonante (come calciatore), ma che la realtà pone nel quartultimo posto in graduatoria, l’ultimo utile prima dell’inferno – avrebbe assunto contorni ancor più preoccupanti prima del match con il Cesena di domenica prossima alla “Fiorita”, che a mio avviso non può essere etichettato come scontro salvezza, dal momento che i padroni di casa razionalmente mi paiono piuttosto distanti (-14 a 10 giornate dal termine) dalla quartultima piazza che controvoglia ci appartiene e quindi non penso di bestemmiare nel ritenerli già retrocessi. E detto a questo punto non è come quando pontificava un mio noto esuberante collega che riteneva da tempo condannati i romagnoli, come del resto Novara e Lecce. Fatto sta che invece queste ultime due sono piuttosto vive e non morte e sepolte, e proprio la scalata dei salentini con Cosmi alla guida risveglia in noi antichi retaggi e timori.

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La Gazzetta di Parma di stamani, lunedì 19 marzo 2012, San Giuseppe, una volta festa comandata, oggi giornata feriale, nonostante il Luna Park, propone una tabella secondo cui le squadre in lotta per non retrocedere sarebbero 9, cioè quelle da quota 34 in giù. Secondo loro sarebbero già esentati Palermo, che ne ha 35 e il Bologna (di Pioli), 36. E’ lì che nasce la “frattura” con le più grandi, virtualmente già salve, ad iniziare dalla più piccola, l’Inter, ex aequo con la pure deludente Roma e la sorpresa Catania, che vola sull’aeroplanino (Montella). Dunque in lizza a giocarsi la salvezza sarebbero Atalanta e Cagliari (34), Genoa (33, ma con una gara da recuperare con i giallorossi di Luis Enrique), le due toscane (Fiorentina e Siena 32), noi e le già citate ultime tre. Ieri mi è capitato di ascoltare su Radio Rai l’allenatore Cosmi parlare chiaramente di “risarcimento” nei confronti del Palermo, per via di torti da costoro subiti nelle giornate precedenti, e giù anche lui a raffica con i soliti sospetti, salvo correggere un po’ il tiro e tornare reticente, parlando calcese, verso conclusione di collegamento, dopo il faccia a faccia col moviolista alla radio Grassia. Riassumendo il suo pensiero, il Lecce, da quando è tornato in corsa, darebbe fastidio a diverse squadre e quindi si verificherebbero episodi che prima non accadevano. Da nemico delle dietrologie lascerei cadere volentieri la questione, così come, pur avendo ospitato integrali le sue recenti ultime uscite (in sala stampa e al telefono in Pronto chi Parma?) non mi trovo d’accordo con l’analisi di Leonardi post Parma-Milan, dal momento che, indipendentemente dall’arbitraggio, quella gara è stata abbondantemente persa sul campo dai nostri, oltre che vinta dal Milan. Il terzo incomodo non c’entrava niente, per una volta. Che Ibra partecipasse, o no al gioco nell’azione del raddoppio. Io direi che con vuol “velo” ha avuto parte attiva, ma non mi pare che il Parma abbia perso la sua partita per questo. Un conto è lamentarsi dopo Parma-Napoli, un conto dopo Parma-Milan: fare di tutta l’erba un fascio non mi pare ottimale. Poi l’AD proclama che dobbiamo essere noi (i giornalisti) a dire queste cose: ma che le dicesse lui, chiaramente, così noi annotiamo e le riproponiamo papali papali. Perché non è che se il Parma sceglie (più o meno artatamente) la linea soft nei confronti degli arbitri, poi, però, devono essere i cronisti a far giustizia sommaria. C’è chi si presta al gioco e chi no. Io appartengono a quest’ultima schiera, e sono convinto, così agendo, non solo di avere una retta linea morale, ma anche di fare il bene del Parma. Il teatrino di sabato sera del “dico non dico” non so a cosa possa portare: io non so se l’Ad si sia voluto calare nei panni di Mourinho, cercando cioè di creare un diversivo per distogliere l’attenzione dalle evidenti problematiche di squadra, però non so fino a che punto la manovra possa essere utile se ci si viene a dipingere una partita diversa da quella vista dai 20.000 del Tardini. Calci d’angolo o non calci d’angolo. La manifesta inferiorità del Parma è apparsa assai evidente per gran parte della partita, e la sensazione è che i rossoneri non abbiano spinto troppo sull’acceleratore: Mirante si è guadagnato il gettone di presenza con interventi decisivi, ma anche Ibra & C. hanno sbagliato più del solito, insomma, stava per esserci servito, a domicilio, un servizietto simile a quello dell’andata, costato, qualche settimana dopo, il posto a Colomba. Come ho risposto in mattinata ad alcuni lettori che ci hanno scritto, continuo a rimanere dell’idea – sebbene abbia sentito il parere opposto dell’Ad, specie nella telefonata a Michelotti – che non ci sia stata una palese resurrezione crociata sotto la guida tecnica del new coach. E non parlo solo della classifica numerica, ma anche della cifra di gioco espressa in campo dalla squadra e pure di mentalità. Il problema risiede per l’appunto nelle qualità dei giocatori e non negli allenatori. E il fatto che la sostanza sia eguale nonostante le due ricette opposte seguite (uno prediligeva chi gli offriva maggiori sicurezze, l’altro ruota tutti ed inventa posizioni nuove) dimostra l’esattezza dell’assioma. Leggo di lettori entusiasti del nuovo corso, e ho sentito Leonardi nelle pubbliche esternazioni di questi giorni: beh, mi pare la stessa storia del primo Marino. Visto che era stata fatta una scelta la si difende andando anche contro gli evidenti riscontri del campo. Non sono certo l’unico ad aver espresso il parere che la qualità delle prestazioni crociate non sia migliorata rispetto a prima. Fino ad ora il Parma ha giocato due grandi partite a Genova e in casa col Napoli, finendo in quelle due occasioni per essere danneggiato dalla componente arbitrale, che comunque fa parte del gioco. Perché quando si pensa agli arbitri il tifoso ed il fazioso ricorda solo i torti subiti, ma mai i favori. E per esempio con la Juve, da questo punto di vista, l’avevamo “ladrata” noi. Il primo ciclo di Donadoni era stato costellato da una buona dose di fondoschiena che ci fece raccogliere indubbiamente di più rispetto a quanto avremmo meritato; nella seconda parte sta pagando il fio di quella buona sorte immeritata, dal momento che sta indubbiamente raccogliendo di meno. Insomma, sostanzialmente siamo in pareggio, anche se sono evidenti i punti in meno per via della “penalizzazione arbitrale”. Ma ricordiamoci anche quando siamo stati avvantaggiati o comunque quando abbiamo raccolto risultati positivi pur non a fronte di prove soddisfacenti. Io capisco che coloro che smaniano sempre per il nuovo possano godere nel vedere invenzioni tipo Valdes mediano. Io, al contrario, preferivo la quadratura del cerchio con Giovinco e Biabiany ai massimi livelli. E non mi convince proprio la valutazione di Leonardi per cui il Fulmine Nero sarebbe soltanto fuori forma. Sabato sera era anche fuori posizione, se è per quello. E se uno è fuori forma e lo vai anche a mettere fuori posizione, ti vai a complicare ulteriormente la vita. Quando era Colomba a strologare qualcosa di strano veniva preso per pazzo, se è Donadoni che ricicla il cileno “Venturini” allora è un genio. Mah. Così come non mi trovo d’accordo su quanto asserito dall’Ad ad Ampollini circa i compiti di Biabiany che sarebbero stati prettamente difensivi con Colomba, citando ad esempio il Parma-Roma dell’andata. Io non sarò un gran tattico, ma se Paolo Grossi che ha il patentino ha pure riscontrato una involuzione del francese, in coincidenza con un utilizzo meno consono rispetto alle sue caratteristiche vorrà pur dire qualcosa. Così, però, come non starei qui ad esaltare, come ha fatto la prima firma della Gazza, le capacità di adattamento di Valdes rispetto a quelle di Biabiany. Vogliamo, poi, parlare di Jonathan sull’out destro? Finora quello che Schianchi aveva definito il posteggiatore della Pinetina è stato autore di una mezza partita decente, quella d’esordio a Cagliari, per il resto direi da dimenticare. Che sia stato scelto perché quale ex nerazzurro si sperava si esaltasse vedendo le maglie rossonere? Rimango dell’idea che se fosse stato il povero Colomba a schierarlo ci sarebbero stati mugugni, fischi e mal di pancia. La soluzione, comunque, non è certo richiamare il cacciato, come provocatoriamente ci ha scritto Parmigiano, anche perché non siamo alla disperazione più totale e sarebbe sbagliato un avvicendamento con chiunque. Né sono d’accordo con il citato lettore cui non piace la flemma di Dondonadoni, come l’ha ribattezzato lui. Io credo che per saper parlare al cuore dei giocatori non serva un urlatore, né un traghettatore, ma una persona di buon senso, come mi pare lo sia l’ex centrocampista milanista, del resto come il suo predecessore. Buon senso, calma e gesso. E anche serenità. Così, a mio avviso, si dovrebbe preparare quella che mi pare esagerato possa essere definita la partita dell’anno o della vita a Cesena. Perché se ci facciamo dei timori prima di quella che dovrebbe essere – prima di tutto per i valori in gioco – una semplice formalità allora vuol dire che c’è proprio qualcosa che non quaglia. E poi un girone fa, siccome Colomba pensava appunto che fosse determinante il match con il Cesena, non era stato lapidato per la scelta di un turn over, per lui inusuale, con i rossoneri? Allora l’Ad argomentò che al Parma, anche per ragioni commerciali e di immagine, interessava ben figurare su palcoscenici importanti come quello di San Siro, ben di più che non lo scontro diretto con il Cesena. (Che, il Parma vinse, “anche grazie al turn over”, come ricordato allora, e nella sua conferenza d’addio, da Colomba). Io penso che la situazione che sta vivendo il Parma sia un po’ come la famosa crisi internazionale: prima o poi finirà, ma non si sa quando. Nell’arco di un campionato capitano momenti un po’ così: anche allo stesso Colomba era successo dopo la vittoria sull’Udinese che ci aveva proiettato alle stelle, salvo poi vederci precipitare nelle stalle. Così con Donadoni, dopo un ciclo di risultati felici, a mio avviso anche oltre i reali meriti sul campo, il meccanismo (dei risultati) si è inceppato e ora sono quasi due mesi che non raccoglie l’intera posta in palio (4 pari e 2 sconfitte). Sono momenti che capitano, ma che diventano pericolosi quando, come adesso, si è nel vivo della stagione, nel momento decisivo, e non si è preparati mentalmente alla “miseria”. La congiuntura è difficile, ma solo mantenendo calma, buon senso ed equilibrio la si può superare. Senza psicodrammi collettivi. Tanto ieri il Lecce ha soltanto pareggiato… Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 Commenti

  1. Caro Gabriele, non credi che sia quantomeno inopportuno continuare a menarla con Colomba?! Anche perchè le cose vanno dette fino in fondo, senza tacere degli aspetti più scomodi. Dire che la gestione Donadoni equivale (più o meno) a quella di Colomba è un'inesattezza, per non dire una falsità… Calendario alla mano, il girone d'andata del Parma non può in nessun modo essere equiparato al girone di ritorno. Mi chiedo infatti se gli impegni interni con Milan e Napoli possano equipararsi a quelli contro Catania e Lecce?! Mi chiedo se la trasferta di Roma sia difficoltosa quanto quella di Novara?! I punti andavano fatti a dicembre, quando sulla panca crociata c'era il tuo pupillo. Non ora. Battere il Milan era francamente impensabile e così pure alla vigilia appariva proibitiva la sfida col Napoli (che sappiamo poi come è andata a finire). Alla classifica del Parma mancano 4 o 5 punti, complice il pessimo girone d'andata disputato dai crociati sotto la gestione Colomba… Donadoni non è un fenomeno e mi auguro che a fine anno si rifletta bene prima di rinnovargli la fiducia, ma criticarlo con la malcelata intenzione di esaltare il suo predecessore mi sembra ingiusto e ben poco realistico. Convengo però con te su di un punto: la rosa del Parma è davvero scadente. La qualità dei giocatori è questa, e puoi mettere in panchina anche Guardiola ma i risultati cambierebbero di poco. Vorrei quindi stimolare una tua riflessione sulla gestione societaria. Mi chiedo: quale divertimento può esserci ad essere presidente di una squadra che chiude il bilancio in utile ma raccoglie sul campo solo delusioni ed umiliazioni?! Da tifoso, sono davvero stufo di uscire dal tardini ogni santa domenica incazzato nero ed umiliato dai tifosi ospiti; sono stufo di veleggiare in fondo alla classifica senza nessana ambizione… possibile che un Presidente possa davvero accontentarsi di così poco?! Basta forse un pò di visibilità? Due interviste davanti alla Lega calcio in settimana ed una qualche saltuaria chiacchierata con gli inviati di Sky e Mediaset Premium, per restare alla presidenza di una squadra di calcio?! A me sembra che Ghirardi voglia fare il Presidente del Parma solo per sottrarsi all'anonimato… Tutto qua… Mi sembra un presidente senza ambizioni che delega le rogne al prode Leonardi (che fa miracoli con i soldi che ha a disposizione) e si gode la luce dei riflettori… Ringrazio Ghirardi per aver salvato il Parma ma credo di poter dire che i risultati dei suoi cinque (quasi sei) anni di presidenza siano tutt'altro che positivi. A distanza di sei anni ancora non capisco quale sia il Progetto Parma, dato che ogni anno indeboliamo la rosa e riduciamo gli investimenti (quanto meno sulla prima squadra). Vado al Tardini da quasi vent'anni. C'ero gli anni dell'amministrazione straordinaria e ci sono stato in serie B, ma devo dire che non ho mai seguito il Parma con tanto disincanto e con tanta rassegnazione come quest'anno. Di sicuro a giugno non rinnoverò il mio abbonamento a scatola chiusa come ho fatto la scorsa estate… Davide

  2. buongiorno majo
    ottima analisi come sempre…aggiungo così a livello puramente statisctico che tra i tifosi incomincia a serpeggiare un certo malcontento nei confronti di donadoni,l ho avvertito personalmente sabato allo stadio in curva,e riporto questo anche perchè leggendo i commenti del dopopartita sul forum della gdp…con la vittoria che latita da troppo tempo il tuto condito da prestazioni in linea con il parma della precedente gestione…si sono resi conto che è tempo di guardare i numeri che recita la classifica…….che non sono confortanti va detto…..(la solita storia delle aspettative….MA DOMANDIMOCI CHI??CHI?? CHI HA CREATO QUESTE ASPETTATIVE??E PERCHè???)ma sembra che ci sia veramente voglia di un caprio espiatorio,e si innegia anche ad un ritorno di colomba….io come lei non ho mai "sponsorizzato"favorevolmente il cambio di panchina….ma non per questo dò contro all attuale mister(se non per la flemma …) auspico un cambio con il ritorno del tecnico felsineo….sarebbe sbagliatissimo e sarebbe un altra dimostrazione della mancanza di un progetto,ma temo che…se non saranno 3 punti al Mannuzzi domenica ..quest eventualità non sarà da escludere….sarebbe l ennesimo errore gestionele,ma speriamo di fare punteggio pieno così il problema non si porrà nemmeno….almeno spero
    saluti
    Filippo1968
    Filippo1968

  3. Ciao Davide, grazie per il garbo del tuo intervento, sia pure, da deluso per la stagione del Parma. Sul fatto di Colomba la "meno" per il semplice fatto che i detrattori di Colomba non hanno mai smesso di farlo addossando all'allenatore precedente colpe che non ha. Detto questo ho già specificato altre volte che non ho protetti né mi piace fare il partigiano. Per me Colomba e Donadoni sono pari in ogni senso ai miei occhi, poiché entrambe persone dabbene. E di questi tempi non è certo poco. Posto dunque che non c'è da parte mia nessuna volontà di screditare nessuno, o accreditare qualcuno, la mia analisi, giusta o sbagliata che sia, non parte da preconcetti o simpatie, ma dalla sola analisi di dati di fatto. E se alla fine Donadoni e Colomba sono arrivati allo stesso punto, viaggiando alla stessa media, sia pure con due ricette diverse, vuol dire, come argomentavo nell'articolo (e tu ti trovavi d'accordo con me) che i problemi stavano altrove, o in altre voci, che possono essere la società (come si suol dire con saggezza popolare il pesce puzza dalla testa) o i calciatori. Certo, tra le componenti ci sono anche gli arbitraggi, altra variabile imprevedibile della pedata. Del resto come non è prevedibile l'andamento di una stagione, se no i vari delusi veri di questa annata, da Moratti a Della Valle cosa dovrebbero fare?
    Leonardi, con il budget a disposizione, secondo me ha fatto anche troppo: non è facile fare le nozze coi fichi secchi. Come ha cercato di argomentare lui ieri il Parma si è trovato a combattere contro una superpotenza (economica prima ancora che tecnica del nostro calcio): cioè l'intero Parma non costa come il solo Ibra, tanto per fare un esempio concreto. Dunque è mio dovere, quale razionale osservatore, far capire al lettore di buona volontà che più di tanto non si può ottenere. Ghirardi, poi, ha potuto permettersi di acquistare il Parma e secondo me non ha fatto male nel complesso in questi cinque anni, eccezion fatta per una retrocessione della quale non è certo innocente, e qualche colpo di testa che avrebbe potuto evitare, ma che ha pagato in prima persona. Certo, se vuole gareggiare con Inter, Juve e Milan deve acquistare uno di quei tre club, non una nobile decaduta come il Parma, che più di tanto non potrà tornare nel paradiso cui Tanzi, sappiamo ben come, l'aveva condotto. Certe operazioni, Borini incluso (la soluzione estiva, quella invernale, invece mi lascia più perplesso) le avevo sapute comprendere ed avallare proprio perché si fa quel che si può e non quel che si vorrebbe. Detto questo: io l'allenatore non l'avrei cambiato, perché stava viaggiando alla media punti che razionalmente ci si poteva aspettare: ma non per questo do contro Donadoni. Poi se con questi la musica non mi pare cambiata (e mi conforta che tanti altri commentatori illuminati la pensino come me) non è perché Colomba mi era simpatico poiché un brav'uomo. Se poi Tu, Davide, ed altri detrattori di Colomba vi state beando per le invenzioni di Valdes centrocampista o perché è stato riscoperto Musacci sono contento per voi, ma come chiosavo nel pezzo io preferirei un alto rendimento di chi ci faceva far punti come il primo Giovinco e il primo Biabiany. Sulle difficoltà dei calendari non mi pronunzio, anche per il semplice fatto che il Parma, capace di tutto e di più, non fa testo a proposito di valori sulla carta. Infine; in tempi non sospetti dissi che questa squadra per me valeva il 12° posto. E indubbiamente in questa contingenza sta viaggiando a ritmo più lento. Ma si rifarà. Saluti Gmajo

  4. sono daccordo con te su tutto tranne sul punto colomba/donadoni, nessuno credo voglia fare paragoni,anch io come majo non caldeggiavo un cambio sulla panchina come non lo desidero adesso…ad esonero fatto, non avevo preferenze per il dopo colomba…mi sono fatto andare bene donadoni….è stato solo l ennesimo capriccio del presidente..che è ha più mal di pancia di ibraimhovic…infatti in quella posizione di classifica era insensato non rinnovare la fiducia ad un allenatore,…era insensato chierdergli di più…era insensato imputargli colpe sullo scarso impiego delle risorse presenti in rosa almeno…lo era in virtù della classifica di allora che oggi contrariamente….PIANGE…insomma ne convengo con te sul fatto che io da tempo rimarco..che il problema stà nella rosa….è di LIVELLO MODESTO….inutile dare addosso a donadoni (certo i numeri sono quelli partite in casa o fuori turni favorevoli o sfavorevoli alla fine i punti sono punti e ce ne un tot a disposizione e DONADONI deve farli da qualche parte per salvarsi senza troppe attenuanti ) o fare paragoni con colomba……serve arrivare in fondo quest anno anche giocando alla viva il parroco per salvarsi….poi si vedrà a giugno come intende lavorare la dirigenza se in modo approssimativo e parsimonioso come quest anno oppure con professionalità,competenza e investimenti mirati e superiori nel limte del possibile
    ciao
    Filippo 1968

  5. volevo dare il mio consenso per le sua opinione a davide non l ho menzionato nel mio contributo delle 16 15 scusate
    filippo1968

  6. Caro Maio, io il Parma di Colomba non l'ho mai visto con un progetto di gioco, ne con l'ardore agonistico, ma come un calderone di malcontento con liti frequenti durante gli allenamenti. Reputo Colomba un buon tecnico ma non gli perdono aver emarginato Crespo preferendogli Pellè anche nei finali di partita dove un quarto d'ora del vecchio l'avrebbero apprezzata tutti i tifosi. Donadoni facendo ruotare la rosa non solo da maggiori stimoli a chi va in campo ma favorisce l'impegno di tutti i giocatori negli allenamenti, perchè a nessuno è precluso conquistare un posto in partita. L'ho visto dalla tribuna confortare un Jonathan scarsissimo, recuperare Valdes, Musacci e persino resuscitare Maques. In un progetto dove non pui permetterti di comprare il grande giocatore suo compito è quello di valorizzare la rosa, scoprendo un primavera o rilanciando un giocatore in difficoltà. Perchè le giovani promesse o i calciatori in difficoltà ( o a fine carriera) accetteranno di giocare a Parma pur senza ingaggi faraonici solo se il progetto di valorizzare la rosa prenderà piede. Da tifoso (del Parma) godo vedere giocare la squadra con ardore agonistico e dominando il gioco piuttosto che al catenaccio per il punticino (chi non si ricorda il gioco sparagnino di Ancelotti che si vide fischiato dopo una vittoria ?) Il Parma potrà essere un esempio di buoni bilanci e di simpatia, non potrà mai essere una squadra vincente perchè mai potrà spendere i soldi dei grandi club (che son loro a portare i soldi nel calcio con milioni di tifosi che comprano abbonamenti TV e fanno il tutto esaurito con prezzi record quando vengono al Tardini) e nemmeno vincere come loro (c'è poco da fare, gli errori arbitrali non si bilanciano, favoriscono il blasone perchè anche gli arbitri lo sanno che a fare un torto a una grande van sotto i riflettori, fare un torto al Parma vanno sulla Gazzetta), quindi andiamo avanti col progetto che Donadoni rende più convincente. Qualche milione di euro da Valdes, Musacci, Giovinco, Biabiani a fine stagione si porta a casa e ( salvezza permettendo) un padrone del Parma che abbia obiettivi diversi dall'attuale sarà difficile che investa in una piccola piazza come Parma

  7. Gabriele ti ringrazio ma non hai risposto alla mia ultima domanda-provocazione… Ti chiedevo quale sia secondo te la ragione per cui uno che ha dei soldi da spendere, fa il Presidente di una squadra di calcio?! Da che mondo è mondo, è noto che il calcio non costituisce fonte di lucro… non ricordo presidenti che si siano arricchiti con il calcio; potrei però menzionarne molti che con questo gioco ci hanno rimesso… Ricordo Rozzi all'Ascoli, Anconetani a Pisa, Mantovani alla Sampdoria e più di recente, Sensi e Cecchi Gori… Se uno fa il Presidente, lo fa per passione o per visibilità… Qua a me pare che Ghirardi lo faccia più che altro per visibilità, con un occhio però al portafoglio… Per carità, non c'è niente di male ma non riscontro nella sua gestione alcuna programmazione. Che benefici può dare un utile di bilancio se poi alla fine dell'anno si retrocede?! Io non pretendo di ritornare ai fasti dell'era Tanzi. So bene che non è più la dimensione che ci appartiene… Ma mi piacarebbe seguire una squadra che possa assomigliare all'Udinese o al Catania… Da tre anni a questa parte siamo andati sempre peggio e, francamente, non mi sento di addossare grosse responsabilità a Leonardi che anzi ha il pregio di metterci sempre la faccia. Chi invece nei momenti di difficoltà tende a dileguarsi è proprio il Presidente. Non trovi forse?! Non pretendo che Ghirardi faccia il passo più lungo della gamba, ma penso che Parma ed il Parma meritino qualcosa di più di gente come Okaka, Valiani, Morrone, Modesto, Musacci, Santacroce, e molti altri che ora dimentico… Sennò teniamoci questi e teniamoci l'utile di bilancio ma non scandalizziamoci se il Tardini sarà sempre più desolatamente vuoto… La scorsa estate ci hanno promesso un campionato tranquillo, senza velleità europee, ma comunque in grado di farci togliere qualche soddisfazione… A marzo inoltrato ci troviamo invece in fondo alla classifica. Ed è la terza volta da quando Ghirardi è presidente del Parma. Una volta siamo retrocessi; la seconda volta ci siamo salvati anche grazie a Colomba (vedi che non sono prevenuto?!) e quest'anno se ci salviamo è solo perché ci sono tre squadre peggiori di noi (proprio come scrissi in questo forum lo scorso agosto alla vigilia del campionato). Dove sta la programmazione? Dove stanno gli investimenti? Secondo me è una bella favola come quella che il Tardini è talmente bello da esser secondo solo al nuovo stadio dei gobbi! A proposito, dite a Ghirardi di farsi un giro in curva prima di lanciarsi in dichiarazioni avventate… In curva i gradoni si stanno sgretolando, complici le nevicate dello scorso febbraio!! Lo stadio, proprio come la squadra, si sta sbriciolando… Davide

  8. parlate tutti di progetto europa irrealizzabile,sarò rincoglionito ma io ci credo! vi ricordo l udinese,non mi sembra una squadra che investe milioni in calciomercato,e guardate dove si trova,ovviamente non si puo paragonare l udinese di adesso al parma,ma la fortuna dell udinese è un intenso progetto di scouting in tutto il mondo!il progetto parma per me esiste lo si capisce dall impegno che la dirigenza sta mettendo proprio sullo scouting! vi ricordo che il signor leonardi ha messo le mani su un giocatore inseguito da mezza europa,sotiris ninis,e sottolineo pagato zero!è presto per parlare ma questo è veramente forte!ritornando al discorso progetto un altro esempio esempio è il napoli,una squadra che per arrivare ha fatto campionati piuttosto deludenti! non si fa una squadra dal nulla bisogna aver pazienza ,ricordandovi dove eravamo pochi anni fa!

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