MA QUANTO SAPPIAMO DAVVERO ACCETTARE CHI E’ DIVERSO DA NOI?

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Riflessioni di Gabriele Majo dopo il “polverone” della querelle Parma Partenopea vs Crociato 63 e una lettera denuncia di un’abbonata crociata pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma per un’aggressione di gruppo a un napoletano di mezza età…

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Diversi lettori si erano meravigliati per la mia mancata “chiosa” in calce alla lettera aperta di Parma Partenopea a Crociato 63, dopo il suo zero in pagella e la relativa motivazione per la quale si erano sentiti di tacciarlo di razzismo. Stamani, dopo aver atteso i tempi che l’interessato mi aveva richiesto (egli riteneva corretto concedere alla Gazzetta di Parma, di cui è una firma, sia pure esterna e totalmente indipendente, lo ius primae noctis per la sua replica, ma evidentemente il quotidiano ha preferito non far suonare nessuna delle due campane) ho provveduto ad ospitare la sua risposta, e, in ossequio ad una non richiesta par condicio (Federico, magari, avrebbe preferito il basso profilo, cioè che fosse solo un commento in calce al famoso post della discordia, ma io ho fatto di testa mia…) mi sono riservato di esprimere il mio parere in questo ulteriore articolo, nel quale partirò sì dalla querelle mediatica che abbiamo ospitato, ma che allargherò ad altre riflessioni che magari faranno storcere il naso a qualcuno. Tuttavia, come scrivevo nella mia opinione dopo Parma-Fiorentina di ieri, “nella mission impossible che mi sono auto-posto nell’intraprendere questo dialogo più che quotidiano con i lettori c’è proprio la voglia di essere un mezzo di trasmissione di valori positivi”. E allora da Grillo Parlante mi chiedo quanto a Parma sappiamo davvero accettare chi è diverso da noi?

Continua la lettura all’interno anche con la trascrizione della lettera di Emanuela Guarino, pubblicata dalla Gazzetta di Parma di stamani

Lo spunto non è solo il dibattito che si è scatenato nell’apposito spazio commenti subito dopo la pubblicazione della lettera aperta di Parma Partenopea, che ho ospitato, pur non condividendo gran parte di forma e contenuti (qualcuno mi ha accusato di essere il loro addetto stampa, ma Stefano Cavallo, che lo è davvero, mi perdonerà se dico che io avrei scelto parole e toni differenti rispetto a quelli lì veicolati), quanto da una lettera che stamani la Gazzetta di Parma ha pubblicato con la denuncia di un’abbonata crociata, la signora Emanuela Guarino, la quale si è trovata suo malgrado, assieme al figlio tredicenne ad assistere, all’uscita dalla Curva Nord, ad una aggressione con sputi, spintoni e calci da parte di una ventina di ragazzi di 20-30 anni ad un signore di mezza età con la sciarpa del Napoli, accerchiato: “E’ stata – scrive la signora Guarino, non un’anonima leonessa da tastiera – una scena di violenza gratuita anche perché il signore in questione non ha reagito fisicamente ma ha semplicemente detto: “guardatevi….come siete!”. Mio figlio è rimasto molto turbato dall’episodio al punto che abbiamo dialogato a lungo sul tema della tolleranza, del pacifismo, dell’accettazione del “diverso”.” Già: l’accettazione del diverso. Se un marziano, o comunque un lettore neutrale avesse letto gran parte dei commenti vomitati nel lavandino che ho lasciato volutamente aperto e senza censure di sorta, si sarebbe facilmente potuto chiedere quanto Parma sia in grado di accettare il diverso, arrivando alla conclusione “ben poco”. Ma un marziano, che è decisamente più avanti di un umano, avrebbe anche capito che sì, è vero, internet è lo specchio della vita reale, ma sovente è uno specchio deforme. Gran parte degli improperi piovuti qui (peraltro in misura inferiore rispetto agli altri spazi virtuali che si sono occupati della vicenda) non sono che sfoghi, esagerati fin che si vuole, per una sorta di torto che si ritiene di aver subito. Alla fine, come direbbe Cinquini, abbiamo fatto uno tsunami in un bicchier d’acqua, perché da un lato Crociato 63 era stato un po’ troppo prevenuto (che è diverso da razzista) nei confronti dei napoletani, anche per via dei tanti precedenti, che giustamente ha ricordato nella replica di oggi, soprattutto dopo una partita che, almeno apparentemente rispetto al passato, non aveva fatto registrare gravi episodi di ordine pubblico (signori: sugli sfottò, diti medi e salami vari non credo ci sia da formalizzarsi più di tanto, specie se siamo i primi a farli in giro per la penisola ai danni di altri, incluse certe miti signore più verso gli anta che gli enta, su pullman non di ultrà, ma di pacifici tifosi organizzati). Crociato 63 ha fatto bene a stigmatizzare, scrivendolo perfino in maiuscolo, l’eventuale episodio dello scooter danneggiato, giudicandolo “un deprecabile episodio da cretini”, ma Parma Partenopea aveva anche fatto riferimento ad un’aggressione ai ragazzi del Napoli Club Lucerna (Svizzera). Chi ha commentato su stadiotardini.com aveva bollato la cosa con il classico vittimismo con sceneggiate alla napoletana (a fiuto mi pare un po’ uno stereotipato luogo comune come il parmigiano grattuggiato con due g) ma a queste punto le aggressioni diventano due. E questa seconda, dai contorni decisamente gravi, incivili ed offensivi per una città ed una comunità come la nostra che si reputa civile ed ospitale, non è il solito piagnisteo o chiagni e futti partenopeo, ma una circostanziata denunzia di una signora che non ha esitato a metterci il proprio nome e cognome (a proposito: bravi alla GdP che hanno deciso di non dotare più gli autori delle missive del paravento “lettera firmata”. Bisogna essere orgogliosi delle proprie idee e di quello che si scrive: le delazioni anonime sono anche vigliacche…). Come in tanti, uniti e compatti, si sono schierati con Crociato 63, il quale simpaticamente su parmafans.it aveva scritto “per una volta sono riuscito a mettervi tutti d’accordo”, mi piacerebbe che in tanti uniti e compatti stigmatizzassero i fatti descritti dalla signora Emanuela Guarino, prendendo le distanze dagli autori della bravata (un classico quella della aggressione in tanti contro uno: ne ho documentata anche personalmente qualcuna…). Io sono quello delle utopie, ma sono anche realista, considerati certi precedenti mi aspetto più facilmente attacchi personali, come in passato, quando mi occupai dei disdicevoli fatti di Levico 2010 (cambiati i connotati a un tifoso della Spal, sempre con una evidente “differenza numerica” in campo tra gli antagonisti) o analoghi episodi. Chiediamoci, dunque, quanto siamo davvero capaci, noi parmigiani, di interagire con gli altri. Questo è l’argomento principale, importante, che mi sorge spontaneo e che mi piacerebbe venisse approfondito con equilibrio e voglia di crescere. Sono stato accusato di aver voluto lucrare sulla lettera aperta di Parma Partenopea per alzare l’indice di ascolto della mia nicchia: come avevo già scritto tra i commenti l’altro giorno: “Ringrazio i tanti che hanno popolato stadiotardini.com, ma non so quanti di loro si trasformeranno in lettori fedeli essendo occasionalmente capitati qui per l’occasione. Però di gran parte di coloro – direi la maggioranza – che hanno postato commenti poco costruttivi sinceramente non so che farmene: la linea che ho sempre seguito è quella del dialogo, del fair play, della sportività, non credo da questa pesca miracolosa di riuscire ad avere persone che possano far accrescere la qualità del dibattito, che oggi si è notevolmente abbassata. Insomma la quantità mi serve fino lì: desidero la qualità. E con le offese reciproche si va poco lontano”. Il comunicato di Parma Partenopea si piazza, mentre scrivo, al terzo posto assoluto della graduatoria dei post più letti di sempre di stadiotardini.com, a poche unità dal secondo, che secondo me a breve supererà, che è: “E’ Rocco dei Boys il 34enne parmigiano arrestato ieri all’Olimpico con l’amico di Sandri”. Se penso che il primo in assoluto (pressoché irraggiungibile) è “Steward del Tardini con la maglia del duce, colluttazione in Oltretorrente”, senza addentrarmi troppo in analisi sociologiche che certo non mi competono, noto come sul podio dei post più letti di un blog-quotidiano dedicato allo stadio e a chi vi gioca dentro, ci siano argomenti ben lontani dal terreno di gioco, che evidentemente appassionano di meno il lettore. Ciò nonostante, imperterrito, proseguirò nella mia mission impossible: “la voglia di essere un mezzo di trasmissione di valori positivi”. In calce la lettera della signora Emanuela Guarino, pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma in edicola. Il titolo scelto dalla redazione “Napoletano aggredito” potrebbe prestarsi alle solite facili stereotipate interpretazioni del pianto partenopeo, ma ricordo che l’autrice è una fedele abbonata del Parma Calcio. Gabriele Majo

NAPOLETANO AGGREDITO

(trascrizione della lettera di Emanuela Guarino, pubblicata dalla Gazzetta di Parma di stamani, 09.03.2012)

Gentilissimo direttore,

domenica, in occasione della partita Parma-Napoli, mi sono recata alla stadio con mio figlio di 13 anni. Siamo abituali frequentatori dello stadio in quanto abbonati ormai da anni e, a parte parolacce o insulti agli arbitri (è risaputo che lo stadio non è un tempio di educazione e buon esempio), non ci è mai capitato di assistere ad episodi estremi di inciviltà e di intolleranza. Al termine della partita, mentre transitavamo nella zona dell’uscita dalla curva nord dei tifosi parmigiani abbiamo assistito a qualcosa di estremamente disdicevole: un gruppo di ragazzi (indicativamente una ventina fra i 20 e 30 anni), avendo scorto fra la folla di passanti un signore di mezz’età con al collo la sciarpa del Napoli lo ha accerchiato, insultato ma non solo… qualcuno ha iniziato a sputargli addosso e a dare spintoni e calci. E’ stata una scena di violenza gratuita anche perché il signore in questione non ha reagito fisicamente ma ha semplicemente detto: “guardatevi….come siete!”. Mio figlio è rimasto molto turbato dall’episodio al punto che abbiamo dialogato a lungo sul tema della tolleranza, del pacifismo, dell’accettazione del “diverso”. Ora mi rivolgo a questi ragazzi che hanno scaricato vigliaccamente la propria aggressività nei confronti di questo signore che tornava a casa da solo (mentre loro erano in gruppo) dopo aver assistito alla partita della sua squadra del cuore per chiedergli di provare, anche solo per una frazione di secondo, a mettersi nei panni dell’“altro” e immaginare quello che lui ha provato… Vergognatevi!

Emanuela Guarino

Parma, 6 marzo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

41 Commenti

  1. la standing ovation dovresti averla tu Gabriele, ma sul serio! Per me è stata tutta una grande ipocrisia, sia la lettera di parmapartenopea che la risposta di Crociato63. Non ho voglia di dilungarmi oltre, dico soltanto che queste tue riflessioni dovrebbero essere messe in calce per TUTTI, napoletani e parmigiani

  2. Ottimo, si crea il polverone e poi ci si costruisce attorno il "caso dell'anno"

    Il delitto perfetto mi viene da dire!

    Pramzàn

  3. Sig. Majo, lei è veramente incredibile.
    Ma di che parliamo???…Negl'anni scorsi ce ne sono state un alto numero di aggressioni di napoletani a Parmigiani…E se il tifoso napoletano avesse provocato (cosa che non mi sorprenderebbe visti i soggetti) quei venti ragazzi???…Indaghi come vengono trattati gli ospiti nel "civilissimo ed educatissimo" s.paolo….. E Via Verdi devastata??? (come ricorda a tutti il buon Crociato63)….Queste non sono cose da sottolineare???…Oppure per tenersi buono il "caciocavallo" scrive queste cose???…
    Ancor più di prima senza parole……

  4. Dai là, Majo… Quando nella stagione 2007/2008 arrivarono un migliaio di baresi, ci furono dei problemi? Eppure sono del sud anche loro…. Grun.

  5. Mentre ringrazio Claudio per la standing ovation, noto, come direbbe Cervi, che Roger ha per l'ennesima volta perso l'occasione di tacere. Vogliamo piantarla con questa storia della provocazione o no? O continuiamo a difendere quei 20 delinquentelli teste calde che offendono il buon nome della città, della squadra per cui tifano ed eventualmente dell'organizzazione che li ospitano? Tutte le volte 'sta storia della provocazione. Certo: un signore di mezza età va a provocare 20 ragazzi più giovani di lui… Certo quella volta di ritorno da Bologna Mohamed era ubriaco ed era andato ad attaccare lui per primo la comitiva… Certo quella volta di Levico sicuramente quello che si è trovato con i connotati cambiati da solo contro 30 era andato a provocare? Ma basta per favore con questi discorsi che non stanno né in cielo né in terra: si prendano le distanze dai violenti e dai facinorosi senza se e senza ma ! Gli episodi di Via Verdi di qualche anno fa non debbono giustificare questo assurdo clima di ostilità ! E il mio compito di educatore e Grillo Parlante è quello di educare la mia gente. Non di scrivere di episodi capitati 10 anni fa. Se capitano oggi, da qualsiasi parte siano, li scrivo. Ma soprattutto se sono commessi dalla mia gente, perché mi fa schifo che mi concittadini si macchino di simili vigliaccherie. Chiaro o no? E basta essere complici di chi fa 'ste cazzate che rovinano il buon nome di Parma.
    E basta con sta storia del caciocavallo o della pizza: che sono anche un poveretto, ma me le posso pagare da solo. E non scrivo certo per avere vantaggi da qualcuno come lei continuamente in modo offensivo insinua.
    A Pramzàn dico che non ho alcun bisogno di fare delitti o creare casi dell'anno. Anche perché non potevo certo sapere tre giorni fa della lettera pubblicata oggi dalla Gazzetta. Lettera che mio ha fatto indignare per l'ennesima volta. Perché dalla gente della mia città non accetto nel modo più assoluto vigliaccate del genere e lo urlo con quanta più forza ho in corpo!
    E mi stupisco anche che ci sia gente che li difenda nello stesso nome di Parma. Ma come fate? Parma così la si infanga! Altro che difenderla!
    Saluti Gmajo

  6. Noto sig Majo che ha perso il suo leggendario aplomb e di questo me ne dispiace.Io difendo Parma, la MIA ( e sua……forse….) città, da attacchi gratuiti di chi ci vuol fare la morale senza esserne assolutamente degno e, soprattutto, nella posizione di farla…

    E non mollerò di un centimetro fino a quando continuerò a leggere certe cose……

    Questo è sicuro….

  7. La difenda prendendo le distanze da chi macchia Parma comportandosi in questo modo: se no anche lei è complice ! La morale, stamani, l'ha fatta una parmigiana, abbonata al Parma FC da anni, che col proprio figlio minore ha assistito ad una aggressione 20 contro 1 ! E lei sta lì a pensare che l'abbia provocato ? Ma non le fa schifo che dei suoi concittadini si macchino di tali nefandezze? A me sì. E lo scrivo. A costo di subire altre spiacevoli aggressioni (dalla mia gente) come già mi è capitato alcune volte l'anno passato. E non sono certo uno che si nasconde dietro un nick name, ma una persona piuttosto conosciuta e facilmente identificabile. Saluti Gmajo

  8. Per storie come quelle che ha scritto la signora, ce ne sarebbero centinaia che vanno nel verso opposto…E di quelle che ne facciamo??…Sorvoliamo???…

    Sul fatto che Lei ci mette la faccia non ho dubbi e non l'ho mai accusata di questo…..

    Le dico solo che cestinando la prima "lettera aperta" non si sarebbe creato tutto questo inutile polverone….

    Saluti

  9. lasciamo stare ste polemiche..inutili ..non portano a niente….tanto poi ognuno resterà della sua idea ……..scriviamo di calcio e
    pensiamo al parma magari??…..
    complimenti a lei majo per la "posizione paziente "assunta riguardo a questa vicenda "d intolleranza geografica reciproca "..polemica che con il calcio non ha nulla a che vedere ma propio in funzione al contesto sportivo viene alimentata…..e tira fuori il peggio da tutti.
    Filippo1968

  10. Bene, da un attacco vigliacco fatto nei confronti di Crociato63 da parte di un gruppetto di simpaticissimi napoletani per cercare visibilità, ora si ritirano a mano polemicucce orami perse nella storia per spostare il punto di vista, cambiare l'oggetto della discussione e scaricare un po' di veleno nei confronti di chi lei ben sa.
    Mi farebbe la cortesia se mi spiegasse chi abbia difeso nel mio messaggio precedente visto che la vedo prodigo di risposte oggi, a differenza di ieri.
    Si chiede quanto si sia disposti ad accettare il diverso? La risposta è soggettiva e si matura col vissuto. Il mio vissuto mi fa detestare certi personaggi e la possibilità che io possa arrivare ad accettarli è ben remota nel tempo.
    Magari lei ha un vissuto diverso e queste mie difficoltà non le appartengono. Questo non può però darle il diritto di giudicare la cosa perchè entrambi potremmo avere ragione o torto.
    Altrimenti mi diventa lei l'intollerante.
    Ribadisco il mio pensiero, si cavalca l'onda del delitto perfetto e intanto ci si tolgono ulteriori sassolini dalle scarpe.

    Pramzàn

  11. Non è mia prassi cestinare proprio nulla di quello che riguarda il nostro "oggetto sociale". Non solo: quelli che secondo lei mi pagherebbero pizza e caciocavallo quando sono andato io – da ospite a far foto, ed è noto che non sia un tifoso parmigiano (e approfitto anche per dire che gobbo lo sono purtroppo per la pessima abitudine di scrivere ricurvo sulla tastiera, ma non certo per passione calcistica) – nella loro casa mi hanno accolto con grande civiltà, fair play, spirito di ospitalità e sportività. Valori che pur dalla parte opposta della barricata sono gli stessi che promulgo io. Nella questione ho ravvisato errori da una parte e dall'altra e in modo urbano l'ho fatto presente agli interessati sia pubblicamente che in privato. Detto questo la querelle "mediatica" penso che non abbia tanta importanza, e la cosa che mi duole è che le parti possano essersi allontanate (parlo dei tifosi napoletani e parmigiani), che è l'esatto contrario di quello che vorrei che accadesse, ma con ogni tifoseria. la foto che avevo fatto qualche giorno fa dei due tifosi che entravano insieme allo stadio, uno con la bandiera gialloblù, l'altro azzurro, è il simbolo di quello che vorrei accadesse sempre. Ma Lei, per primo, Roger, aveva iniziato a fare commenti contro i Napoletani ben prima che si scatenasse il putiferio per il loro comunicato comunque improvvido. Se vogliamo crescere come comunità civile, però, dobbiamo prendere le distanze dagli episodi come quello denunciato dalla signora. Ce ne saranno anche tanti a parti invertite e se mi svengono segnalati, in modo circostanziato, non esiterò a darne voce. Ma non posso fare il Grillo Parlante con il mondo intero. Le mie denunce servono a far crescere la nostra di comunità. Né credo che faccia crescere la comunità un moderatore di un forum che non sappia cogliere questo tipo di aspetti, ed anziché moderare vada ulteriormente ad aizzare le folle. Cordialmente Gmajo

  12. Vede Pramzan, io non ho proprio alcun sassolino da togliermi. Se ce li avessi non avrei difeso a spada tratta, come ho fatto, Rocco dei Boys dalle accuse infamanti che lo hanno riguardato qualche tempo fa. Da queste colonne, pur avendomi detto ripetutamente in precedenza che sono un uomo di merda, Rocco dei Boys l'ho difeso come se fosse mio fratello: e l'ho fatto per quello stesso senso di giustizia che mi spinge a schierarmi, con sprezzo del pericolo, verso ogni tipo di violenza. Io non ho alcun sassolino da togliere: questa è una bassa insinuazione. E non vada a ridurre la portata di certi episodiucci del passato, perché la storia di Levico è una vergogna che ci macchia, dalla quale non è mai stata presa pubblica distanza. Detto questo avremo dei trascorsi o dei vissuti diversi, ma io, per indole, non mi tiro indietro dal confronto con chi è diverso da me. E so accettarlo. E generalizzare credo che sia la cosa peggiore che si possa fare. Cordialmente Gmajo

  13. Non ha ancora risposto alla mia domanda di ieri:
    perchè non cestinare la lettera vigliacca ed evitare il polerone?

    Pramzàn

    P.S. Ricade nell'errore; mi giudica dicendo che generalizzo.

  14. Prima di parlare di levico,bisogna sapere "tutta" la storia.Non solo la fine.Chi vuol capire capisca.Prima di parlare accertarsi che il cervello sia collegato.

  15. Majo ancora con la fola del mareca di ritorno da bologna? io c'ero e questo cercava rogne offendendo chi passava per tornare a casa e te continui a sostenere il contrario(magari nascosto dietro l'angolo con l'obiettivo che sporge dallo spigolo, peccato ti manchi il sonoro). Vedi, da queste cose si capisce quanto sei credibile, più o meno come un pianto napoletano.

    Buona giornata

  16. La fine della storia si qualifica da sola indipendentemente dall'inizio. O anche qui abbiamo la "solita provocazione" che giustifica tutto, anche le aggressioni più vili?
    E stia tranquillo che il mio cervello è ben collegato. Mi chiedo quanto sia collegato quello di chi, tipo lei, si ostina a difendere l'indifendibile.
    E poi io ho un nome e un cognome e si sa chi sono: lei, cervellone, non si degna di firmare neppure con un nick name.
    Saluti Gmajo

  17. Non mi firmo perchè non so nulla,presumo, che ci sia sempre un motivo,per una simile aggressione,e non parole al vento.Non giustifico,ma non mi schiero neanche.

  18. Majo, è ovvio che queste persone L'abbiano accolta con calore e ospitalità….leggasi "pubblicità gratuità" per il loro circoletto "made in vesuvio"…. Ed ora mi è altrettanto noto che Lei "non è un tifoso parmigiano"; e questo spiega tante cose…..

    Saluti

  19. forse ho letto male o forse ha scritto male lei, ma lei non è un tifoso del parma???? Beh allora non capisco perchè tenere un blog chiamato stadio tardini
    Peraniforever

  20. Se mi ritira la patente Lei, allora… Comunque io prima di essere un tifoso sono uno sportivo o un giornalista, il quale ha il dovere deontologico di essere il più equilibrato ed equidistante possibile. Ma a Lei fa piacere leggere solo Le cose che si vuol sentire dire (ma si tranquillizzi, non è certo il solo): Liberissimo di farlo, per carità. Ma la patente non credo che Lei me l'abbia data e non credo che Lei abbia il diritto di togliermela.
    Non è affatto pubblicità gratuita, ma pura cronaca: così come avevo documentato il pranzo ecumenico del CCPC del Chievo e l'anno scorso la prosciuttata in comune tra udinesi e parmigiani organizzata da Mendi. Perché per me il calcio dovrebbe unire le comunità, chi merita con atteggiamento sportivo, valori e fair play, e non dividere come purtroppo fa, anche per colpa di gente come Lei che non ha la minima idea di cosa significhi dialogo o apertura al prossimo. Lei è cresciuto con l'idea del muro contro muro e del chi non è con me è contro di me. Io la penso diversamente ed è per questo – e lo ribadisco anche appannaggio di pramzan che mi aveva ripetutamente chiesto il perché – che avevo ospitato più che volentieri – e continuerò a farlo, se sarà il caso – sia il famoso comunicato di Parma Partenopea, che la famosa fotogallery. Fotogallery, peraltro, ripresa oggi anche dall'inserto Parma Giorno e Notte della Gazzetta di Parma.
    Infine un mio sentito grazie a chi pensa, facendo lo sciopero del commento, di farmi un torto che si sbaglia di grosso. Non sono assettato di commenti e contatti di infima qualità come la maggior parte di quelli vomitati nell'apposito lavandino l'altro giorno, che spiegano meglio il grado di educazione, civiltà, accoglienza, comprensione per il diverso, etc. etc. di chi li ha formulati di 100.000 miei trattati.
    Saluti Gmajo

  21. ERRATA CORRIGE
    Vedendo il tenore dei messaggi che sono arrivati adesso (peraniforever e roger) mi sono andato a rileggere cosa avevo scritto. Ovviamente, e lo si dovrebbe capire comunque dal contesto, quando ho scritto "è notorio che non sono un tifoso parmigiano mi sono sbagliato", perché volevo scrivere che "è notorio che non sono un tifoso napoletano". Del resto leggendo l'intera frase lo si dovrebbe capire. Purtroppo, complice la fretta, ho commesso un errore di scrittura piuttosto grave. Di conseguenza mi scuso sia di questo, che con Roger per la storia che mi "aveva tolto la patente".
    Ovviamente rimane invariato tutto il resto…
    Saluti Gmajo

  22. Mah, come può dire che io sono per il "muro contro muro" se non sa niente di me?…Domanda legittima penso….
    Inoltre io a certe persone NON apro al dialogo, avendo avuto ampie ed esemplificativi prove in passato.
    Posso avere il diritto di scegliere con chi aprire al prossimo o meno?….Penso di sì….
    Si è chiesto perchè i baresi, i leccesi, i catanesi non creano mai questi tipi di problemi quì a Parma e sono stati sempre rispettati al massimo dal popolo Parmigiano?

    Ps: ha scritto Lei che non è un tifoso del Parma in un post precedente, io non mi sono mica inventato niente…

    Saluti.

  23. Caro Roger, si vede che ci stavamo scrivendo a vicenda, ma come vede mi sono accorto di essermi sbagliato e Le ho già chiesto scusa (ringrazio anche peraniforever per la segnalazione) e ho rettificato perché intendevo dire che notoriamente non sono un tifoso napoletano, ma parmigiano, come si dovrebbe benissimo capire dal contesto della frase, nella quale spiegavo come loro, pur non essendo dei loro, mi abbiano saputo accogliere nella loro casa.
    Detto questo, Lei l'altro giorno ha generalizzato mettendo nel calderone tutti i napoletani: l'errore sta qui. Lei fa un muro contro muro contro un intero popolo. Allora: tra i napoletani c'è gente del cavolo come tra di noi e come dappertutto. Lasciamo perdere le percentuali. Lei è liberissimo di scegliere con chi aprirsi e con chi non aprirsi, ci mancherebbe: ma il primo a venire a scrivere qui generalizzando il discorso contro i napoletani era stato Lei. Per questo l'avevo più volte presa ad esempio, essendo anche un nostro fedele lettore che tra l'altro dice di stimarmi (pur esprimendolo in una maniera del tutto particolare). Cordialmente Gmajo

  24. PENSIAMO AL PARMA…………..
    PENSIAMO A VINCERE A BERGAMO……….
    PENSIAMO A SALVARCI……………..
    IL PARMA IN A E' UN PATRIMONIO DI TUTTI…….
    ANCHE SUO MAJO…..
    DIVERSAMENTE ANDREBBE OSPITE DEL CALCIO DILETTANTISTICO……………………
    QUANDO SI DARA' UN CALCIO A TUTTE QUELLE PERSONE CHE ALLO STADIO VANNO SOLO CON GLI INVITI O GLI SPONSOR (VEDI SCHITTONE, GALLERANI, MILANO, CHIESA, MICHELOTTI, AMPOLLINI E ANCHE LEI SIG. MAJO) E CHE POI DURANTE I DIBATTI SERALI, HANNO IL CORAGGIO DI PARLARE DI AMORE PER IL PARMA O CI FANNO CREDERE DI ESSERE TIFOSI, ECCO ALLORA IL PARMA SARA' TORNATO GRANDE !!!!!!!!!!!!!

  25. Io non ho affatto generalizzato. E poi perchè lasciare perdere le percentuali?…Mi paiono invece importanti…

    Ti credo che scrivo quando leggo un attacco (non partito da Lei, ci tengo a sottolineare) così diretto ad una persona ed ad un Popolo colpevole del nulla da chi, a mio avviso, non può permettersi di fare la morale a nessuno.

    Io la stimo sig.Majo, altrimenti non leggerei sempre il suo blog e dialogherei con Lei.

    Saluti.

  26. Lei se e' un giornalista e non un giornalaio,dovrebbe essere sopra le parti ed ascoltare, o fare da moderatore,e in una discussione non prendere mai le parti di una parte o dell'altra sponda,guarda caso "lei" e' sempre dalla parte sbagliata e non e' mai sopra le parti,troppo comodo quando le conviene fare il generico o il difensore, e quando non le conviene prendere le parti di una fazione.Tutto questo polverone da lei alzato(oggi e in passato)mi sa solo di pubblicita' del proprio sito, e un lucrarci sopra sulla pelle degli altri,che piu' volte ci mettono la faccia.Si faccia un esame di coscienza e scelga una volta per tutte che cosa vuole fare,o il giornalisyta o il tifoso(un provocatore che agisce per sentito dire con dubbie testimonianze).Lei a parere personale non sara' MAI amato dal cuore della nord,anzi,le sue famose arrampicate sugli specchi non servono a niente se piu' delle volte si cade sempre sullo stesso errore.

    Distinti saluti da un frequentatore del Tardini.

  27. Roger, Lei l'attacco a Parma Partenopea lo aveva fatto prima della loro famosa aperta a Crociato 63. Saluti Gmajo

  28. Pramzàn indirettamente le ho già risposto più di una volta, all'interno di altri commenti. Saluti Gmajo

  29. Ok ci rinuncio, è palese come le faccia più comodo portare avanti il notizione costruito che rispondere alla semplice domanda che le ho fatto.

    Nulla di nuovo sotto il sole.

    Pramzàn

  30. Ho letto solo dopo la sua risposta. In ogni caso NO, non mi ha risposto, ma fa lo stesso, non si disturbi ulteriormente.

    Pramzàn

  31. lei, e' un giornalista o un tifoso(un provocatore che agisce per sentito dire con dubbie testimonianze)?

  32. La cosa più ridicola caro Majo, è che lei, sempre indirettamente, punta il dito contro i Boys anche per Parma-Napoli, quando i Boys non erano certo dove sono avvenute le "scaramucce", ma ben controllati da schiere di forze dell'ordine. Che se invece avessero fatto il loro mestiere avrebbero potuto evitare questi inutili episodi.

    Gatto della Bormioli

  33. Gentile Gatto della Bormioli, per non dire dei miei stivali, io non ho indirizzato il mio dito indirettamente contro nessuno. Perché quando devo indirizzare il dito sono abituato a farlo direttamente, senza sotterfugi o giri di parole. E la mia storia professionale è lì a dimostrarlo. Se devo scrivere contro i Boys lo faccio chiaramente, come di qualunque altra persona, inclusi coloro che altri miei colleghi si guardano bene dal fare.
    Ribadisco a chiare lettere che non ho alcun rancore verso i Boys, come insinua uno dei maitre de penser di parmafans.it "gialloblucrociato", il quale alle 16:40 sul muretto ha scritto così: "La cosa bella è che per una volta che a buiare è stata gente normalissima, non ultras, MAJO riesce comunque a puntare il dito sui Boys, citando i soliti episodi. Che lèca Majo, brutta bestia il rancore.". Caro gialloblucrociato, vada a chiedere a Rocco dei Boys se porto rancore a lui. Egli, pur avendomi più volte apostrofato come "uomo di merda" si è accorto da solo che non lo sono, perché l'unico a tendergli la mano, quando ha vissuto la drammatica esperienza di un arresto ingiusto a Roma (Lazio-Parma), in modo inaspettato (poiché considerato un nemico) è stato il sottoscritto. Che avrei potuto farmi tranquillamente i cavoli miei, senza raccontare le cose come sono andate, scagionandolo completamente. Quindi io di rancore non ne ho proprio contro nessuno, ma comprendo come possa essere difficile da capire questa mia diversità per chi, invece, si fagocita di luoghi comuni e ascolta come una capra la vulgata di altri senza neppure capire. A proposito della storia di Rocco (che mi sa anche briga a tirare continuamente a mano, perché non mi va di strumentalizzare un gesto che ho fatto disinteressatamente e in nome della giustizia) com'è che il sito dei Boys non ha messo una riga che fosse una sul comportamento limpido e cristallino della mano tesa dal sottoscritto a Rocco, mentre, quando era stato assolto, hanno pubblicato l'articolo della Gazzetta di Parma (che evidentemente li aveva soddisfatti) salvo l'altro giorno attaccarla pesantemente per come avevano trattato il caso quando era stato arrestato ? Per il nemico Majo neanche una riga per dire grazie per come si è schierato a sostegno di un autorevole membro del diritto, il quale, invece, ha dimostrato ampiamente di essersi ravveduto sul pensiero che aveva dell'uomo di merda, venendo a stringermi la mano? E dunque chi è rancoroso? Majo? Se non lo si è capito a Majo fa schifo tutto ciò che infanga il nome di Parma, specie in tema di violenza. Le ferite di Levico o altre cazzate che sono state fatte, le stigmatizzo per quello che sono, non perché chi le ha commesse potrebbe o meno essere iscritto ai Boys. Sia ben chiaro. Che poi dai Boys mi aspettassi che espellessero i rei dei fatti di Levico è un altro discorso, e purtroppo non sono stato ascoltato, come non venni ascoltato dal Parma calcio, cui chiese di prendere le distanze dall'accaduto. E continuo a non capire perché debba essere così difficile farlo. A me riesce naturale. Forse perché non sono rancoroso, ma perché vorrei che l'immagine della mia città, dei miei tifosi, della mia squadra fosse linda e cristallina e non macchiate da episodi del genere. Saluti Gmajo

  34. Mi sono risparmiato dal leggere certi commenti perché come ha detto qualcuno, alla fine tutti resteranno fermi sulle proprie posizioni.

    Però una domanda me la faccio. E me la faccio ribaltando, in qualche modo, il quesito che fa da titolo a questo pezzo: quanto siamo in grado NOI di farci accettare in un contesto di cui siamo ospiti? Ecco, posto che la tolleranza è un elemento indispensabile se si vuol tendere all'unificazione piuttosto che alla separazione, ritengo che sia molto importante anche la capacità dell'ospite di essere un buon ospite e di saper farsi accettare. Quando ho cominciato a frequentare il Tardini e Parma, ed è accaduto sette anni fa (la mia prima in assoluto fu Parma-Siena del 22 Maggio 2005, 0-0 il finale…sigh!), non avevo nemmeno idea di come poter fare il biglietto. Normale, dunque, che mi rivolgessi ad una delle tante persone conosciute proprio su parmafans.it (punto di riferimento indispensabile per chi ha a cuore il Parma e non ha la possibilità di viverlo da vicino per 365 giorni l'anno). Altrettanto scontato che si trattasse di un parmigiano. Così ospitale da anticipare per me (che apparivo ai suoi occhi come uno sconosciuto), a scatola chiusa, i soldi per un biglietto di Nord. Le volte successive è accaduto che i biglietti di cui avevo bisogno fossero più di uno, visto che viaggiavo in compagnia. E, come per la prima circostanza, anche in quel caso: soldi anticipati a scatola chiusa e tagliandi di Nord, spesso richiesti per gare di cartello (una su tutte? Lo spareggio d'andata), ottenuti senza nemmeno penare tanto. Ora ditemi voi, anche se l'esempio potrebbe non essere convincente come altri, se non è segno di ospitalità l'aver sborsato in anticipo del denaro per conto di persone di cui si sapeva nulla o quel poco che ci si poteva raccontare tramite messaggi privati. Negli anni a seguire poi ho conosciuto altre persone con le quali questo tipo di meccanismo ha continuato a funzionare senza incepparsi una volta che sia una. E' evidente che le persone a cui chiedevo favori, me ne prestavano (e me ne prestano tuttora) sulla base della buona idea (o, per non darmi troppe arie ;-), della non cattiva idea) che si erano fatti del sottoscritto. Insomma, se si dice che chi semina vento raccoglie tempesta, un motivo ci deve pure essere. Ed io alla luce dell'esperienza diretta che ho della città di Parma, posso affermare (pur senza generalizzare…perchè si tratta sempre di un'esperienza personale e perché non è mai corretto generalizzare, né nel bene, né nel male) che l'ospitalità spesso attribuita solo a certi popoli, è una peculiarità anche di altre piazze che, a torto, ci vengono sempre raccontate come fredde o poco accoglienti. Parma di sicuro non lo è con chi, per parafrasare Crociato63, entra chiedendo permesso e togliendosi le scarpe.

  35. Luca Russo complimenti per il post.Ci hai messo meno tempo te a capire la mentalita' che c'e' a Parma/Tardini dal 2005, che Majo in una vita da tifoso/responsabile sicurezza stadio/giornalista/pseudo parmigiano.Ancora complimenti.

    Distinti Saluti da un frequentatore del Tardini

  36. Mai stato responsabile sicurezza, posto che è del valente Stefano Perrone. Sul resto, egregio frequentatore del Tardini, sorvoliamo. Senza nulla togliere al commento di Luca Russo, di cui a mio volta condivido i contenuti, sottolineo come egli abbia capovolto il problema. Cioè se c'è capacità o meno di adattamento dei napoletani. I limiti della sua analisi sono due: 1) che come sempre generalizza, come generalizzano coloro che hanno sparato a raffica sui napoletani nei commenti di questi giorni. Teste di c. ce ne sono là come ce ne sono qua. In percentuale maggiore? Può darsi, ma è anche questione di numeri e non solo di mentalità. A proposito di mentalità: conosco diversi meridionali, non napoletani, ma anche di quelli in questi giorni osannati da molti nostri lettori per i loro comportamenti, che a propria volta si sono lamentati con me per l'accoglienza non certo amicale ricevuta in questa città, e si tratta di persone di tutto rispetto che non vanno a farsi compatire allo stadio e che hanno fatto di tutto per sapersi fare accogliere non compiendo alcuna delle azioni indicate da Russo 2) E qui mi ricollego al secondo punto: con tutto rispetto per Luca Russo, a me di star qui ad educare i partenopei non me ne frega niente. Io sono qui a fare il Grillo Parlante alla mia gente, al fine che migliori. Non posso allargare la mia mission all'intero universo. Capisco che per Luca, napoletano di nascita e di residenza, ma non di mentalità, sia un must quello di migliorare la sua di gente, per certi versi anche lui è un Grillo Parlante. Ma il mio bacino d'utenza, peraltro piuttosto modesto e contenuto, è il tifoso del Parma, il quale, nella mia utopia, vorrei davvero fosse il migliore del mondo, mentre leggendo i commenti vomitati qua, in questo lavandino o peggio ancora in quello di parmafans.it, mi fanno letteralmente vergognare. Ma queste sono inezie. Su internet, come scrivevo ieri, è fisiologico trovare di queste cose che deformano in peggio la realtà. Ma fuori dal virtuale quando accadono episodi come quelli denunciati dalla lettrice della Gazzetta di Parma, o che io stesso ho ricordato ieri – che continuano a dare fastidio a chi si schiera pro violenza e non contro come il sottoscritto – la situazione è peggiore ancora. Lei, egregio frequentatore del Tardini, come non ha capito che non sono mai stato il responsabile della sicurezza dello stadio che lei frequenta, a torto mi accusa di essere uno pseudo parmigiano solo perché anziché farne il cantore a prescindere (è comodo avere 20.000 tifosi dalla propria leccandoli, lisciandoli, essendo uno di loro e dicendo quello che la gente si vuol sentire dire: scusate non è proprio il mio genere) ne indico le manchevolezze. E sono fiero di farlo. E continuerò a farlo. Luca Russo, se ci riesce, educhi pure i napoletani: per me è un compito OT. Ma se dei miei concittadini si macchiano di certe manchevolezze io continuerò a dirlo e a rimarcarlo. Cordialmente Gmajo

  37. Quando parlo bene di Parma e dei parmigiani è perché, come ho già specificato nell'altro intervento facendo riferimento ad un'esperienza che è, naturalmente, personale e diretta (quindi da non ritenersi alla stregua di una generalizzazione), ne ho sempre e solo incontrati e conosciuti di buoni. Sono stato fortunato, è evidente. Ed è altrettanto evidente che per poter parlare anche "male" di Parma, dovrei viverci. Lungi da me sostenere che dalle mie parti la percentuale di imbecilli superi quella delle persone per bene e che, al contrario, a Parma di imbecilli non ce ne siano affatto. Le mie ottime valutazioni sulla vostra città (che mi auguro un giorno possa diventare anche "mia") sono il frutto di sette anni in cui ho avuto la fortuna ed il piacere di confrontarmi sempre e solo con persone di "spessore".

    Sia ben chiaro: io condivido il nobile fine della sua mission. E non le nascondo che vorrei avere almeno la metà della sua tolleranza per essere anche io così pronto ad accettare chi è "diverso" da noi. Allo stesso modo non le nascondo che 27 anni di Napoli mi abbiano un po' "incattivito" nei riguardi di certi miei concittadini, portandomi ad essere, in rari casi, un pizzico pretestuoso nei loro riguardi (e questo è INDUBBIAMENTE un mio limite). Però se mi permetto di rimarcarne le manchevolezze è perché vorrei – così come lei vorrebbe che i parmigiani fossero i migliori tifosi del globo terracqueo – che loro fossero ottimi tifosi da ospitare, i migliori di questo pianeta, persone con le quali attendere in allegria la settimana che precede Parma Napoli o Napoli Parma. E, purtroppo, non è sempre così.

    Insomma, mi sono intromesso in questa discussione non tanto per ribaltarla quanto per ampliarne i contenuti. Va bene sottolineare le difettosità di chi dovrebbe accogliere. Nessuno pretende di negarle o censurarle. Va bene anche mettere sotto la lente di ingrandimento quelle di chi deve essere accolto. Perché, e dovremmo tenerlo a mente un po' tutti, ad ogni azione corrisponde una reazione. E se tutti cominciassimo a guardare in casa nostra piuttosto che in casa d'altri, diventerebbe semplice intrattenere col prossimo, con chi è "diverso" da noi, rapporti scevri da pretestuosi luoghi comuni.

  38. La mia replica, Luca Russo, non era indirizzata a Lei (che appunto per i Suoi concittadini persegue il mio stesso modus operandi da moralizzatore che io esercito per Parma) quanto al sedicente frequentatore del Tardini, il quale aveva arguito che lei aveva capito più di me questa città. Io non voglio fare a gara tra chi l'ha capita di più, né mi interessa: il fatto è che il suo angolo di visuale fa comodo a chi pensa che il parmigiano sia perfetto e che le colpe siano sempre degli altri. Sempre pronti a trovare una giustificazione anche per i fatti più esecrabili. Io proteggo il buon nome della mia città additando le nefandezze e chi le compie. Esattamente quello che Lei fa per i suoi concittadini. Ed io la apprezzo. Così come ho apprezzato la sportività e lo spirito di Parma Partenopea quando sono stato loro ospite (e per questo ho dato spazio volentieri a loro con fotogallery etc., proprio perché fautore del dialogo) anche se non ho condiviso forma e contenuti della risposta a Crociato 63, il quale, a propria volta, a mio modesto avviso aveva esagerato nella motivazione dello zero da lui elargito nelle Pagelle in dialetto ai napoletani, perché quello (come si evince anche dalla replica ospitata ieri) era più un voto alla memoria che non al presente. E nel presente Parma-Napoli era scivolata via bene, senza problemi particolari, e decisamente meglio rispetto ai precedenti: dunque perché criticarli? Grazie mille per questo e i precedenti Suoi contributi, Luca Russo, che apprezzo particolarmente. Saluti Gmajo

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