PROVIENE DAL VIVAIO DEL PARMA IL PORTIERE RIVELAZIONE DI LEGA PRO 2^ DIVISIONE

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Esclusiva stadiotardini.com: Gabriele Majo ha intervistato Matteo Pisseri, parmigiano, cresciuto per 10 anni nel vivaio gialloblù, ed ora in forza al Renate, società diretta da Massimo Crippa, che detiene il 50% del suo cartellino: “Ma io sogno un giorno di difendere, in serie A la porta della squadra della mia città”

(gmajo) – La videointervista a Matteo Pisseriportiere rivelazione di Seconda Divisione di Lega Pro, in forza al Renate (società diretta da Massimo Crippa), che ha acquistato il 50% del suo cartellino dal Parma, dove ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile per ben 10 anni – l’abbiamo registrata giovedì scorso, dopo aver letto le sue ottime referenze sui vari siti specializzati che parlano di lui come nuovo talento emergente tra i pali, del resto ha già vestito l’azzurro nella selezione di categoria. Avessimo atteso oggi, per l’interrogazione, avremmo potuto aggiungere una domanda in più, e cioè come ci si sente dopo essere stati trafitti all’ultimo minuto di gioco da un altro guardiano dei pali, Simone Aresti che aveva abbandonato i propri, per concludere a rete tra quelli avversari, sugli sviluppi di un calcio di punizione. Per Aresti, portiere goleador, si tratta della seconda marcatura stagionale, valsa in questo caso il pareggio in extremis 1-1: almeno il nostro Pisseri non è stato il primo a provare l’onta di prender gol da un portiere! Ma nella sua carriera, peraltro ancora agli inizi, dal momento che ha appena 20 anni, ed è al primo campionato da professionista, Matteo Pisseri ha già provato tutt’altro tipo di dispiaceri, di quelli che ti forgiano, però, un grave infortunio ai tendini che gli ha impedito a lungo di giocare nella Primavera del Parma.

Continua la lettura all’interno anche con la trascrizione integrale della videointervista

Scoperto dallo specialista Ermes Fulgoni, lo stesso che lanciò Buffon, la scorsa estate Pisseri avrebbe potuto raggiungerlo al Cesena (visto che lo avrebbe ripreso volentieri sotto le proprie grinfie, tra l’altro a parametro zero…): ma Matteo, parmigiano doc, ha declinato la profferta per rimanere ancora in orbita Parma. Il club ducale gli ha fatto sottoscrivere il rinnovo di contratto che era in scadenza, prima di cederlo in compartecipazione al Renate, dove è letteralmente esploso, facendo dire di sé un gran bene. Come media voto è il miglior portiere della Seconda Divisione e anche mercoledì scorso ha preso 8 in pagella, per lui, ormai una piacevole abitudine. La sua è una storia interessante, che meritava di essere raccontata da lui stesso…

IL VIDEO CON LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA

LA TRASCRIZIONE INTEGRALE DELL’INTERVISTA ESCLUSIVA DI GABRIELE MAJO A MATTEO PISSERI

maioMatteo Pisseri, 20 anni, è il portiere rivelazione di Lega Pro, 2^ Divisione, in forza al Renate ove è arrivato la scorsa estate, mail suo cartellino è in compartecipazione con il Parma, dove è nato e cresciuto calcisticamente fin dalla più tenera età, visto che ha più o meno dieci anni di maglia crociata sulle spalle. In giro su internet si leggono recensioni interessantissime sul tuo conto, essendo sempre in vetta alla Top 11 di Lega Pro: parlaci un po’ di questa tua esplosione…

“Ho cominciato il primo anno professionistico con il Renate, dopo aver fatto 10 anni di Settore Giovanile al Parma. Il primo impatto con il calcio che conta con i più grandi è stato subito positivo, perché mi sono trovato subito a mio agio, nonostante, rispetto alla Primavera, contasse subito il risultato. Le mie prestazioni sono state subito buone: per cui sono contento di quello che sto facendo e spero di continuare”.

MATTEO PISSERI STADIOTARDINI COMHai mai giocato qui allo stadio Tardini o è un sogno che hai per il futuro?

“Un sogno lo è perché penso che tutti sognino di giocare nella squadra della propria città, poi soprattutto se è in serie A. Sono sempre andato a vedere le partite del Parma, sono sempre stato un grande tifoso, andavo anche in Curva, per cui è un sogno bellissimo che speriamo si realizzi. Io continuo a sognare…”.


Siccome sei stato ceduto in compartecipazione e non a titolo definitivo, potrebbe significare che ci sia fiducia in te da parte della Società…

“Sì. Il Parma mi ha sempre dato fiducia, crede in me: adesso spetta a me dimostrargli quello che valgo per avere la possibilità, un giorno, di giocare col Parma”.

Com’è stata la tua esperienza nella Primavera crociata?

“Ho fatto tre anni in Primavera, però sono stati segnati da un infortunio, una infiammazione al ginocchio che mi ha tenuto fermo un anno e mezzo, dopo di che ho ripreso l’anno scorso con qualche problema, dopo di che, fortunatamente, sono riuscito a ritagliarmi un po’ di visibilità e a farmi vedere da qualche squadra, così mi hanno trovato una sistemazione in serie C che sta dando i suoi frutti”.

Considerato il tuo attuale rendimento sembra proprio che l’infortunio sia ormai solo un triste ricordo…

“Sì, adesso sì: è da un anno e mezzo che ho ricominciato, ed è cominciata una nuova vita, grazie alla mia famiglia che mi ha aiutato ad uscire da questo infortunio e adesso comincia una nuova storia”.

Dici di essere tifoso del Parma e di essere stato spesso in Curva Nord: che pensi del Parma attuale? Lo segui a livello di prima squadra?

“Sì, lo seguo sempre, anche se noi giochiamo alle 3, per cui non riesco più a venire a vedere le partite allo stadio come facevo gli altri anni. Penso stia facendo un buon campionato, rispettando il proprio obiettivo, che è la salvezza: speriamo che la stagione prosegua al meglio”.

Da portiere che pensi del dualismo Mirante-Pavarini che ha fatto tanto discutere la tifoseria e che tutto sommato continua a far discutere?

“Penso che Mirante, comunque, abbia fatto un buon campionato e Pavarini, quando c’è stato bisogno, abbia dato il suo grosso contributo alla squadra. Adesso è tornato Mirante: gli auguro di fare bene e di portare il Parma a una salvezza tranquilla”.

Conosci Gallinetta?

“No”.

Hai seguito questo exploit del Parma Primavera al Torneo di Viareggio, direi inaspettato visti i precedenti stenti in campionato? Hai dato un’occhiata ai tuoi ex compagni?

“Sì, li ho seguiti, ma non ne sono rimasti molti di quelli che c’erano negli scorsi anni, però sono contento per la Società che ci sia stato un così buon risultato. Erano anni che non si arrivava così avanti nel Torneo di Viareggio”.

Ho sentito dire che c’era il Cesena di Fulgoni che voleva mettere le mani su di te, ma poi il Parma ti ha rinnovato il contratto in scadenza prima di fare la compartecipazione con il Renate: corrisponde al vero questa ricostruzione?

“Beh, c’erano voci, perché Ermes Fulgoni è stato il mio primo allenatore: è stato lui che mi ha trasformato da attaccante a portiere, per cui crede molto in me, e quindi c’era la possibilità che mi chiamasse là, ma la trattativa non è andata oltre perché io volevo continuare con il Parma”.

Ricordiamo, appunto, questo passato: Fulgoni è stato il tuo primo ex allenatore, ma come ha fatto ad accorgersi che non eri un attaccante, ma un buon portiere? Come mai questa metamorfosi? Va bene che i migliori poliziotti sono i ladri…

“Diciamo che grazie alla sua grande esperienza l’ha capito… Tra l’altro era stato lui a scegliere Buffon, a prenderlo quando aveva 14 anni, per cui penso che un po’ se ne intenda… Non mi voglio assolutamente paragonare a Buffon, perché alla mia età lui giocava già in serie A, però pian pianino ci sta prendendo…”.

A proposito di caratteristiche: se vuoi fare una tua descrizione per esprimere le tue qualità o quello che dicono di te…

“Come caratteristiche posso assomigliare un po’ a Sorrentino del Chievo, perché non sono fisicamente molto imponente, però sono abbastanza agile”.

Hai fatto riferimento a un portiere normale, non a un Superman. Di solito un giovane quando indica un modello…

“Come portiere mi piace molto Buffon, però a Sorrentino va dato merito: non gioca in una grande squadra, e meriterebbe qualcosa di più”.

Il Renate è una squadra che è anche un po’ parmigiana: so che c’è Valerio che aveva fatto qualche apparizione anche in prima squadra nel Parma, e il direttore sportivo è un certo Massimo Crippa che in tanti ricordano per il suo glorioso passato con la maglia del Parma…

“Io sono proprio in casa con Valerio, che è il mio compagno di casa: lui, purtroppo, non ha grande spazio, ma è un buon giocatore; quando è toccato a lui ha sempre fatto bene. Massimo Crippa è il nostro direttore: ho avuto subito un gran rapporto con lui, perché è uno schietto e sincero, e devo ringraziare anche lui e Mister Mondini se sono lì a Renate”.

Parliamo un po’ della vostra vita di calciatori di serie C, io sono un po’ più anziano rispetto a te, quindi mi prendo questa licenza quando mi riferisco alla Lega Pro: è proprio così dura? Raccontaci un piccolo spaccato di quello che succede nelle serie minori…

“Sì, non è poi così facile, perché gli stipendi non sono quelli di Serie A o di serie B. E poi, magari, non avendo tanto pubblico, si è un po’ più liberi, però bisogna essere bravi a trovarsi le motivazioni dentro di sé , per dare il meglio di sé e andare in categorie superiori. Comunque il livello della serie C è molto buono e ci sono anche giocatori che hanno militato in serie A nelle altre squadre, per cui si vede anche in queste categorie se uno è un giocatore o no”.

TRASCRIZIONE PROSECUZIONE INTERVISTA DAL SECONDO VIDEO AMATORIALE

L’infortunio, dicevamo prima, è una pagina che uno vorrebbe dimenticare, però in questi casi si dice che serve anche a crescere… Tu sei giovane, così hai avuto l’opportunità di crescere ulteriormente, dopo aver già patito una problematica di questo tipo… Cosa ripensi di quei giorni? Come erano andate le cose?

“Mah… E’ stato un anno e mezzo molto duro, però mi ha aiutato molto a crescere come uomo. In quel tempo, in cui ero fuori dal campo, ho avuto modo di riflettere molto, per cui ogni tanto è bene fermarsi, pensare a cosa si sta facendo e a quello che si vuole veramente e io ho capito che quello che volevo era uscire da questo infortunio e continuare il mio sogno, per cui sono ancora più forte di prima. Devo ringraziare molto la mia famiglia, perché mi ha aiutato molto, ha investito su di me, per la mia felicità, per farmi continuare il mio sogno…”

Tu, tra l’altro, sei uno sportivo a tutti gli effetti: sei assieme a tuo fratello campione di beach volley? Ho letto che il tuo soprannome è “L’Aspirapolvere”…

“Beh, mio fratello Nicola ha vinto tre volte il campionato italiano: io sono arrivato solo quinto, perché mi sono allenato di meno…”

Il beach volley serve ad un portiere?

“Secondo me serve molto: io ho fatto sette anni di pallavolo e sono serviti tantissimo, perché ti abitua a prendere i tempi della palla, i riflessi e tante altre cose. Insomma allena a tutto…”.

Tornando al discorso del mondo poco conosciuto e lontano dai riflettori della Lega Pro, soprattutto di Seconda Divisione: dicevi prima che gli stipendi sono un po’ differenti rispetto alla serie A, ma trovi che la Lega Pro abbia fatto un po’ di tutto per favorire voi giovani ponendo anche qualche paletto da dover rispettare alle Società? Come si trova, all’atto pratico, un giovane in queste serie minori?

“Mah: diciamo che in ogni formazione ci sono quasi sempre tre giovani, dal ’91 in giù; io sono uno di questi nella mia squadra, perché così le Società hanno l’opportunità di ricevere i contributi dalla Lega per chi fa giocare i giovani. Non tutte le Società lo rispettano, perché non tutte, evidentemente, hanno bisogno di soldi, però è un grosso aiuto sia alle Società. perché possono usufruire di questi contributi per andare avanti, sia ai giovani che hanno possibilità di mettersi in luce. E molti di questi meritano di giocare, nonostante ci sia l’obbligo di farli giocare per ricevere i contributi”.

E la maglia azzurra?

“Quest’anno m’hanno selezionato con la Nazionale di Lega Pro, con la selezione del mio girone. Adesso ci saranno altre convocazioni: spero di aver fatto buona impressione e che mi possano richiamare”.

Insomma chi dice che dal vivaio del Parma non vengono più fuori dei giocatori parmigiani si sta sbagliando…

“Speriamo. Finora sono all’inizio, spero nel giro di qualche anno di scalare tutte le categorie”.

(Matteo Pisseri, portiere del Renate, Lega Pro 2^ divisione, in comproprietà col Parma FC – Video intervista, riprese amatoriali e trascrizione a cura di Gabriele Majo, direttore responsabile di www.stadiotardini.com)

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.