L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CAGLIARI 3-0 (E LE RESTANTI PARTITE DELLA DOMENICA) – BASTA UN FINALE DI CAMPIONATO ALLA GRANDE DEI CROCIATI PER SALVARE LA STAGIONE?

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Il direttore di stadiotardini.com sui fatti di Genova: “Ma c’era bisogno della dimostrazione di ieri per capire che 40 (ma anche fossero 400 o 4.000) delinquenti possono tener per le palle non solo le squadre di calcio, ma anche la Polizia? Cosa si è risolto con l’inutile tessera del tifoso? Un bel niente: tanto ogni stadio ha il suo magazzino gestito dagli ultrà, con dentro petardi, bombe carta e ammennicoli vari, cui si accede mostrando solo la propria faccia tosta, che tanto lo steward amico ti fa passare (col benestare del proprio capo). Poi stanno lì a far passare Manfredini & C. al metaldetector come a Roma…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – I conti si fanno alla fine. Leonardi lo ha detto fin dall’inizio e lo ha ribadito a stagione in corso, anche sabato sera dopo che i crociati hanno spezzato le reni (piuttosto deboli, peraltro) del Cagliari con un netto 3-0 (mai messo in discussione). Sì, certo: i conti si fanno alla fine, ma un campionato dura 9 mesi, il tempo in cui si mette al mondo un bambino, e dopo ognuna delle 38 giornate viene emesso un giudizio parziale dai tifosi, ai quali, tuttavia, non si deve chiedere la serena obiettività alla quale, invece, non dovrebbero mai venir meno, anche deontologicamente parlando, ai giornalisti. Quando mancano 5 tappe all’arrivo si può ormai sostanzialmente affermare che l’obiettivo minimo, la permanenza in serie A, è stato centrato: mancano 15 punti, invece, per centrare il secondo, il più ambizioso, quello mai nascosto dalla società, cioè fare quel qualcosa in più della sola tranquilla salvezza. Oggigiorno il Parma si trova a quota 41 in classifica (undecimo ex aequo con Bologna e Palermo) a 5 punti di distanza dalla rivelazione Catania, che guida il “gruppone” delle 11 squadre che finiscono col Lecce terzultimo, a quota 35, cioè a 6 punti dai crociati con i quali si misureranno domenica prossima in quello che ormai non può più essere considerato uno scontro diretto per evitare il baratro. Al fotofinish il Parma potrebbe “salvare” la sua sino qui deludente stagione con un finale di campionato da incorniciare, se riuscirà a vincere lo Scudettino del gruppone, mettendosi alle spalle non solo chi c’è già o chi è affiancato, ma anche chi precede, tipo gli etneiche hanno convinto non solo per i risultati, ma anche per la inequivocabile cifra di gioco espressa, con ben visibile la mano dell’allenatore Montella – il Chievo di Di Carlo e il sorprendente Siena (per quanto è stato speso, per il valore della rosa, e per le individualità emerse).

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Ed è proprio quello che vuole la Società, così come ci ha fatto sapere Piovani nel suo pistolotto di stamani sulla GdP, dal momento che piazzarsi ottavi è remunerato – in termini di proventi di diritti Tv – in un modo decisamente superiore rispetto al dodicesimo (a mio avviso il reale valore dei crociati ad inizio stagione) o sedicesimo posto. Ottavo posto. L’ultima volta che il Parma ci era arrivato era allenato da un certo Francesco Guidolin, ed era un Parma “matricola” appena tornato nel paradiso della Serie A dopo il “debito saldato” della retrocessione (debito saldato, ma macchia permanente, dal momento che dopo aver guadagnato il massimo campionato il Parma non era mai stato declassato, neppure nel tempo delle evidenti ristrettezze della amministrazione straordinaria post Crac Parmalat. Piccola divagazione in cronaca giudiziaria: proprio stamani a Calisto la Corte d’Appello di Bologna ha comminato 17 anni e 10 mesi per il crac del gruppo alimentare. Nel dicembre 2010, Tanzi – in carcere a Parma con gravi problemi di salute – fu condannato in primo grado a 18 anni nel processo per bancarotta). Tornare ad essere ottavi, vincendo lo scudettino del gruppone (in conferenza stampa ho avuto occasione di fare una domanda in merito a Francesco Valiani) sarebbe indubbiamente una bella soddisfazione. Ma si tornerebbe solo al punto di partenza: l’ottavo posto di Francesco Guidolin. Cioè, dopo due anni (due anni per certi versi inseguendo il miraggio del calcio propositivo di Marino) si tornerebbe da dove si era partiti. Vorrei in questa sede evitare l’ennesima stucchevole polemica su questo tema, per non cadere nello stesso identico peccato del Diabolico (perché persevera) Leonardi, che non ha perso l’occasione, l’altra sera, per mandare l’ennesima stoccatina all’attuale tecnico dell’Udinese (club che se per il Parma è un modello dista ancora anni luce) e a coloro, quorum ego, che vedono nei suoi continui elogi sperticati a Donadoni, definito il migliore tecnico da quando lui è a Parma, un modo anche per attaccare chi non c’è più.

Potete riascoltarlo nel video sopra riportato: io, dopo una bella vittoria per 3-0, non sarei stato lì a cavarmi qualche sassolino, ma l’AD non perde occasione per alzar la cresta ogni qualvolta un risultato gli dia ragione. Che Donadoni si sia calato bene nella realtà di Parma è un assioma del massimo dirigente che può anche essere condivisibile (anche se molti nostri lettori ritengono che sia un po’ troppo con la mentalità da grande squadra per rendersi conto delle miserie che debbono attraversare i club medio piccoli, quale il Parma è e rimane, al di là del palmares del passato durante la dominazione del deposto Imperatore Calisto), ma che sia quello che si sia meglio calato in assoluto è una esagerazione che va a ledere chi, ad esempio, aveva saputo riportare il Parma in Cittadella, là dove Scala lo aveva fatto crescere e sviluppare… Poi lo sapranno bene i parmigiani chi si è integrato bene o no. Donadoni potrà anche essersi bene integrato, ma perché questi continui confronti? Basta, dai. Lasciamo lì, no? Quanto tempo dobbiamo sorbirci sta sterile pistafola che non porta da nessuna parte. Adesso Guidolin è ben lieto di essere in Friuli – dove concorre minimo per la Europa League se non per un posto Champions – ma a suo tempo se ne stava benone qua e ci sarebbe anche rimasto. Poi, nasato lo straccio (perché l’incompatibilità ambientale non era certo con la città…) ha fatto altre scelte. Ma pù la smesda e pù la spusa: dunque anche i chiarimenti dell’altra sera (“non dico quello che ha fatto i migliori risultati, ma che meglio si è ambientato”) il Sommo Dirigente avrebbe potuto evitarli. Così come a me paiono bagnate nella ubris pure le spiegazioni su cosa intenda per calcio propositivo. Insomma non ci si può godere una vittoria senza tirar a mano i soliti consueti cavalli di battaglia, dopo che sono due anni che si raccolgono delusioni? Certo, i conti si fanno alla fine, nessuno lo nega: e il Parma ha la possibilità di zittire tutti se sarà in grado di fare un finale di campionato stile Colomba un anno fa (Colomba non certo un profeta del calcio propositivo, arrivato per sistemare i danni del calcio propositivo del Profeta Marino), che lo proietti fino al massimo possibile, cioè lo Scudettino del gruppone a quota otto. E ora una riflessione che coinvolge un po’ tutti: Leonardi ha ragione quando dice che i conti si fanno alla fine, perché è lì che si saprà che tipo di stagione è stata, in base ai risultati. Certo è importante anche lo svolgimento di ogni singola tappa, e se il Parma nella presente stagione – sia con l’uno che con l’altro tecnico (continuo a ritenere l’esonero un imperio presidenziale, una decisione di pancia e non di testa, un capriccio evitabile) – ne ha toppate parecchie è per i limiti, soprattutto di carattere psicologico-mentale di chi va in campo, ma anche per gli umori e gli eccessi di chi è al vertice della piramide. Ogni campionato fa storia a sé, ma questo vede un certo qual equilibrio dall’ottavo posto al diciottesimo: sicché bastano una o due partite andate bene o andate male per passare dalle stelle alle stalle. Con una maggiore continuità si poteva addirittura pensare di superare la soglia dell’ottavo posto, oltre la quale, però, ci sono indubbiamente squadre meglio attrezzate (con maggior dispendio di risorse) rispetto a quella del GhiLeo, perché Juve, Milan, Lazio, Udinese, Napoli, Roma ed Inter (sia pur vivendo un annus horribilis) sono oggettivamente inarrivabili, salvo miracoli. Certo avere alle spalle la Fiorentina e il Genoa (anche se per loro palesi demeriti) ed essere ex aequo al Palermo è indubbiamente una nota di grande merito, come sarebbe di grande demerito (di qui le critiche tappa per tappa, ogni qual volta le cose andavano male) esser surclassati da club più piccoli, e, nonostante la classifica sia tornata a sorridere, Chievo e Siena sono pur sempre davanti ai crociati, e questo, diciamo così, è un po’ innaturale. Ad inizio stagione avevo indicato nel 12° posto un ragionevole piazzamento: cammin facendo, assecondando i proclami di Ghirardi, Leonardi ed anche Donadoni (specie dopo l’avvicendamento alla guida tecnica e il mercato di riparazione) ho rimodulato al 10°, alzando anch’io l’asticella delle aspettative. Ho sempre detto – e lo ribadisco anche in questa sede – che non essere alla fine – quando si fanno i conti – dalla parte sinistra della classifica, significherebbe un fallimento tecnico stagionale. Credo che il 10° posto sia il nuovo obiettivo minimo: sempre nella già citata conferenza stampa odierna di Valiani, la scheggia (o freccia, non ricordo bene) di Pistoia ha rivelato che il patto con il direttore Leonardi (due settimane di vacanze in cambio del 10° posto) è nato un po’ per celia, un po’ per provocazione. Bene, ci provassero, ora che i fantasmi e le paure sono state allontanate. Fateci vedere – non solo contro il derelitto Cagliari – di che pasta siete fatti. Riscattate una stagione, fino a questo punto, deludente: basterà un finale di stagione alla grande per cancellare le tante, troppe amarezze patite? (Anche se razionalmente prevedibili, considerando, appunto che tra la prima e l’ultima del gruppone ci stanno 11 punti e tra una domenica e l’altra, a seconda del risultato, si scavalcano anche 3-4 squadre o da 3-4 squadre si è scavalcati). Sempre Valiani ha detto che a lui piace questa imprevedibilità del campionato con tutti che possono giocarsela con tutti (forse meno il Parma che con le storiche grandi ha solo rimediato figurette): e sono d’accordo, mentre ritengo più superficiale chi definisce mediocre il livello, riempiendosi la bocca di quei luoghi comuni che fagocita a man bassa (ma la dieta?)

Infine due parole due sui fattacci di Genova. Due parole si fa per dire. Diciamo che io non sono mai stato tenero con il movimento ultrà – e non sono nemmeno amato da quelli locali, sotto etichetta Boys Parma 1977, poiché al contrario di altri miei colleghi (circa) non sto lì la lisciar loro il pelo con la lingua di fuori – però trovo un po’ troppo esagerate e forcaiole le filippiche di chi fino a ieri sera ha avuto gli occhi foderati di prosciutto: sono successi episodi ben più gravi, anche in epoca Tessera del Tifoso, che non un gesto simbolico – che la Gazzetta dello Sport definisce “gogna” – come quello di far togliere la maglia a chi, a parere della frangia estrema (ma credo anche di quella moderata e di chi è obiettivo), non è degno di indossarla. Ma non credo che sia quel rituale antico che debba far stracciare le vesti – e lo dice un sacerdote osservante di Lefebrve per cui la maglia è sacra – quanto il fatto di aver osato interrompere lo spettacolo per circa un tempo di una partita di calcio. Ma c’era bisogno della dimostrazione di ieri per capire che 40 (ma anche fossero 400 o 4.000) delinquenti possono tener per le palle non solo le squadre di calcio, ma anche la Polizia? Cosa si è risolto con l’inutile tessera del tifoso? Un bel niente: tanto ogni stadio ha il suo magazzino gestito dagli ultrà, con dentro petardi, bombe carta e ammennicoli vari, cui si accede mostrando solo la propria faccia tosta, che tanto lo steward amico ti fa passare (col benestare del proprio capo). Poi stanno lì a far passare Manfredini & C. al metaldetector come a Roma… Dailà, piantiamola con queste buffonate. Adesso si dice (vedi Preziosi ieri) che serve più polizia: ma come? Gli stadi non andavano smilitarizzati e le barriere abbattute? Ma come fai a farlo se proprio a Genova c’è chi è riuscito ad emulare le ben più temibili gesta di Ivan il Terribile di Italia-Serbia? Stesso posto e stesso luogo… Come sono arrivati in quel punto strategico gli ultrà? Con le chiavi direttamente, senza che nessuno aprisse le porte, sembrerebbe, tanto costoro hanno libero accesso dappertutto (ma è così dappertutto). Poi uno (Preziosi) non vede l’ora che li arrestino tutti: sì, caro Re del Giocattolo, ma prima ha mai fatto qualcosa per svincolarsi dall’abbraccio fatale? Almeno, di buono, c’era che la contestazione di ieri aveva una ragione di carattere sportivo – la delusione per il quart’ultimo posto e per il 0-4 interno – e non altre motivazioni di diversa natura: in fin dei conti se non ci fosse stata la clamorosa interruzione di tre quarti d’ora della gara, la contestazione sarebbe stata ritenuta – poiché incruenta – civilissima, nonostante lo spogliarello cui sono stati costretti i giocatori. Comunque dotti medici e sapienti si mettessero d’accordo: non si può da una parte invocare la polizia, il pugno di ferro, il rigore e dall’altra genuflettersi alle frange violente del mondo ultrà. Io la mia scelta contro la violenza l’ho fatta – a mio rischio e pericolo – denunciando chiaramente quei per fortuna pochi episodi disdicevoli (pochi ma ci sono stati) di cui si sono resi protagonisti alcuni dei “nostri”. In cambio ho ricevuto aggressioni verbali (e non solo) e sono stato additato a nemico: la parte buona, se esiste, se non vuol essere complice, dovrebbe prender le distanze da quella marcia, invece non lo ha mai fatto. Così come – dopo la vergogna di Levico 2010 – la stessa società da me sollecitata in merito si era ben guardata dal farlo. E dire che proprio a Parma ci sarebbe il terreno fertile per dare una mano a questo calcio malato che avrebbe davvero bisogno di fermarsi e di ripartire da basi migliori. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 Commenti

  1. ciao a tutti
    dovremmo farcela ormai…..un paio di punti e il gioco è fatto….finiamo questa stagione anonima e vediamo se tutti…e dico tutti hanno imparato dagli sbagli di quest anno e da quelli precedenti……la salvezza era l obiettivo primario se la raggiungiamo con donadoni va bene…non c è la riprova, ma è mia personale convinzione che ce l avremmo fatta anche con Colomba….ad ogni modo…spero che Donadoni chieda qualche rinforzo …..e….spero vivamente che venga accontentato…adesso quest ultimo sforzo sul campo e poi al lavoro per costruire qualcosa però….e propio per questo anche se i rumors su Gasperini fossero veri,io….vorrei ripartire da Donadoni…. VEDIAMO COME ANDRà A FINIRE
    saluti
    Filippo1968

  2. Diciamo che l'esonero di Colomba è servito per resettare mentalmente un gruppo che stava attorcigliandosi su sè stesso e che verosimilmente non avrebbe più risposto o reagito alle stimolazioni del tecnico che l'anno scorso, proprio in virtù delle stimolazioni di cui sopra, aveva saputo dargli una scarica elettrica e condurlo ad una salvezza quasi "folgorante". Certamente inaspettata alla luce del calendario cui il Parma ed il nuovo tecnico stavano approssimandosi nel momento in cui Ghirardi optò per il cambio di manico.

    Poi sono combattuto tra il considerare le due settimande di vacanza in cambio del decimo posto come un premio di produzione…o in alternativa come una iniziativa societaria un tantinello discutibile. Se è vero che la dirigenza ed il sommo esponente societario ritenevano questo gruppo all'altezza della parte sinistra della classifica, non vedo perché barattare il decimo posto con due settimane di vacanze. Se la mission che ti è stata affidata è quella di arrivare decimo, quando la porti a termine non avrai fatto altro che il tuo dovere. Semmai le due settimane di vacanza le avrei barattate con una qualificazione in Europa League, che per il Parma avrebbe significato essersi spinto molto oltre le possibilità offertegli dalla propria caratura tecnica. Ma non con un decimo posto che altro non è che la posizione che ricalca esattamente le previsioni (e le aspettative) estive del club.

  3. Il problema principale del Parma di Colomba era la fragilità difensiva e la scarsa qualità del centrocampo, i numeri di Donadoni dicono di una migliore disposizione difensiva e di un centrocampo più tonico grazie all'inserimento di Mariga (ok) ma soprattutto dell'invenzione di Valdes alla Pirlo.Da quando c'è il nuovo tecnico ricordo 3o4 prestazioni negative:Roma Atalanta Cesena e Fiorentina in casa le altre partite indipendentemente da come sono finite, son state giocate e magari perse per errori individuali (o arbitrali) ma la squadra nel suo insieme è sempre stata tonica. Questo è il merito pricipale di Donadoni, ammetterlo anche da parte di chi si è sempre opposto al suo arrivo sarebbe doveroso.Una materia estremamente opinabile come il calcio in cui i giudizi sono influenzati da ottimi rapporti personali può indurre a conclusioni affrettate ed erronee, l'errore maggiore è però perseverare in questa presa di posizione e confendere la coerenza con la cocciutaggine,prendere atto di una valutazione sbagliata non mette in dubbio la propria competenza, arrampicarsi sugli specchi per supportare un giudizio affrettato e troppo perentorio, si.
    Caro direttore spero accolga la mia ironia con un sorriso, le punzecchiature e gli sfottò sono il sale del calcio se si riesce a mantenerli nell'alveo di rispetto reciproco.
    Questo per convicere gli sprovveduti che ci avevano creduti(onorandomi) la stessa persona….Angioldo

  4. Ciao Filippo1968 ti ringrazio per il post di supporto sulla GdP. Lo faccio qui perché inspiegabilmente la redazione della gazzetta mi ha censurato la risposta che ti ho mandato ieri sera. Sinceramente non capisco il loro metodo arbitrario nel tagliare commenti assolutamente civili come i miei. Magari Majo può darmi qualche delucidazione in merito: infatti mi sto stancando di perdere tempo per portare avanti il dibattito sul sito della gazzettadiparma online dal momento che mi viene sistemativamente tolto il diritto di replica ai commenti rivolti al sottoscritto. Da questo punto di vista il livello di Stadiotardini é infinitamente superiore a quello della GdP perché qui il dialogo é un elemento cardine di tutto il forum. Vorrà dire che terminerò la mia esperienza sulla GdP con il nick "parmigianoreggiano" per dedicarmi a tempo pieno qui come "Parmigiano". Per quanto riguarda il commento di Majo lo sottoscrivo in pieno, specialmente quando accusa la squadra di avere evidenti limiti caratteriali che Dondonadoni finora non ha dimostrato di saper risolvere. Ma di questo argomento ho già parlato fin troppo altrove… Ciao a tutti, Parmigiano.

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