L’OPINIONE DI MAJO DOPO UDINESE-PARMA 3-1 – L’INDIGESTA COLOMBA SERVITA DA GUIDOLIN A GHIRARDI. E MERCOLEDI’ QUELLA CON IL NOVARA SARA’ DI NUOVO LA PARTITA DELLA VITA

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“Lucarelli ha detto: ‘Quella di mercoledì è la partita dell’anno’: occhio, mio antico guerriero, perché di solito una squadra psicologicamente fragile, come il Parma ha abbondantemente dimostrato di essere, quegli appuntamenti li sbaglia (non a caso la strategia pre-Lazio era volta all’alleggerimento dalle pressioni, addirittura con l’esenzione dal ritiro della vigilia). E se lo sbaglia, stavolta, sono guai seri…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Le feste comandate, nella presente stagione, non hanno riservato piacevoli momenti di relax al presidente del Parma F.C. Tommaso Ghirardi. Ricorderete, infatti, le sue tensioni natalizie dopo il pareggio interno con il Catania (3-3), che gli fece maturare la decisione, materializzata poi alla ripresa dopo la debacle con l’Inter a San Siro (5-5), di mutare la guida tecnica della squadra. In quei giorni, poi, era pure un po’ offeso con l’ambiente, al punto che se ne partì per le vacanze con un sibillino “Devo meditare su questa bella storia”, che poteva lasciar presagire chissà quali scenari, se sommati alle varie voci che lo abbinavano al Brescia, peraltro alimentate dalla volata da lui stesso tirata al suo delfino Penocchio… Ma peggio ancora è andata la Santa Pasqua rovinatagli da Francesco Guidolin, che gli ha servito sul piatto una Colomba piuttosto indigesta (3-1), specie per le derivanti complicazioni in classifica, complici gli inaspettati exploit di Lecce e Fiorentina con Roma e Milan, ed il baratro retrocessione ora distante appena quattro passi, con uno scontro diretto da giocare a Via del Mare. All’andata i salentini seppero rimontare i crociati chiudendo con il primo dei due 3-3 ravvicinati (uno il 18, l’altro il 21 dicembre) che fecero andare Tom su tutte le furie. E con lui tutti i tifosi crociati. Certo quando si è imprenditori di successo, quando si ha una bella fidanzata innamorata con la quale fare progetti di matrimonio pazienza se la squadra di pallone fa un po’ incavolare: ma non si possono rovinare così tutte le feste…

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Soprattutto perché si pensava che, finalmente, dopo il successo sulla Lazio del turno precedente, tutti i tormenti, come per incanto, fossero terminati. Ma il bello e il brutto del calcio è che è imprevedibile e se una settimana pensi che puoi rilassarti sul pericolo scampato, quella dopo ti risvegli con incubi peggiori di quelli di prima. Diciamocelo chiaramente: tutti quanti pensavamo che, fagocitati i lotitiani, i crociati potessero prendere il là inanellando una serie di risultati di successo, già a partire da Udine, andando a chiudere la stagione in crescendo, un po’ come il Parma guidoliniano del post promozione, che conquistò un ottavo posto, finora il punto più alto dell’Era Ghirardi. Con una certa supponenza si pensava che altri potessero essere messi male in arnese, o addirittura peggio di noi: quel Lecce che aveva sciupato due match point per portarsi a -3 da noi oppure i derelitti viola sempre più somiglianti ai blucerchiati. Se riascoltiamo le parole di Donadoni di lunedì scorso, alla ripresa dei lavori, ci rendiamo perfettamente conto che la pratica salvezza era già considerata archiviata, dal momento che la sua principale preoccupazione era relativa all’eventuale rilassamento della truppa a meta conquistata. Noi avevamo accompagnato il video della sua conferenza con questo suo virgolettato eletto a titolo: “Se stiamo qui a dire basta vincere due partite e siamo a posto mi si accappona la pelle e mi imbestialisco…”. Il pericolo maggiore, insomma, sembrava essere quello della pancia piena e del relativo rilassamento post obiettivo raggiunto. Invece l’obiettivo è tutt’altro che raggiunto, perché quel +4 sulla quartultima, che non è ancora defunta e seppellita come la si credeva, sta lì a tenere sveglia l’attenzione. Altro che guardare avanti come predicava – ascoltato da tutti – il presidente Ghirardi a Bar Sport: c’è di nuovo da guardarsi alle spalle, in questo campionato in cui con tre punti avanti, tre punti indietro scali o indietreggi nella graduatoria del gruppone delle mediocri. Io – viaggiando in compagnia del CCPC sul torpedone degli indomiti che hanno raggiunto lo stadio Friuli, buscandosi due ore abbondanti di pioggia (oltre ai 90’ + recupero essi si sono sciroppati l’intero intervallo, oltre alle fasi pre e post gara) – non ho avuto modo di ascoltare in presa diretta le parole di capitan Lucarelli, tuttavia mi è scappato un sorriso amaro nel leggere il titolo del resoconto dell’house organ sociale: “Col Novara crocevia del nostro campionato”. Ma mio buon Alessandro, siamo ancora qui a parlare di crocevia, di bivio, di partite della svolta? Ormai direi che potremmo smetterla con questo stucchevole refrain: diciamo chiaramente che sta volgendo al termine un campionato assai deludente, comunque vada a finire. Non c’è più da svoltare. C’è solo un baratro da evitare (e dici niente?), ma smettiamola di parlare di svolte, perché, non so voi, ma io ce ne ho già le scatole piene. Lucarelli ha anche aggiunto: “Quella di mercoledì è la partita dell’anno.” Occhio, mio antico guerriero, perché di solito una squadra psicologicamente fragile, come il Parma ha abbondantemente dimostrato di essere, quegli appuntamenti li sbaglia (non a caso la strategia pre-Lazio era volta all’alleggerimento dalle pressioni, addirittura con l’esenzione dal ritiro della vigilia). E se lo sbaglia, stavolta, sono guai seri. Perché prima di Cesena lo psicodramma collettivo che aveva preceduto quella gara era forse un po’ esagerato, ma adesso, invece, con il numero delle giornate a disposizione e il margine di vantaggio risicato, l’errore potrebbe essere capitale. Ma il graduato aveva seguito solo gli ordini di scuderia: basti leggere un altro titolo di fcparma.com, quello relativo alla esternazione al Friuli di Leonardi: “Mercoledì tutti al Tardini”. Dobbiamo dire che, con una certa preveggenza, l’Amministratore Delegato aveva già iniziato a chiamare a raccolta le forze fin dai giorni precedenti: Angelo Manfredini presidente CCPC (che per motivi famigliari è stato costretto a disertare la trasferta ad Udine, lasciando nell’occasione il comando ai suoi luogotenenti Ivo Copelli e a Simone Burani), infatti, aveva riferito ai presenti alla riuscitissima festa del Parma Club Toscanini di mercoledì scorso, della lodevole iniziativa del club a favore di disoccupati, licenziati, cassintegrati, insomma delle fasce più deboli, che potranno essere, gratis, ospiti al Tardini per il match con i piemontesi. Se dopo la vittoria con la Lazio quella partita sembrava una semplice formalità da svendita di fine stagione, dopo la sconfitta col Friuli, invece, viene ad assumere ben altro significato. E sarà bene, in effetti, che il Tardini sia pieno, ma non di portoghesi che vengono lì a scrocco con nell’anima la Juve, il Milan o l’Inter, bensì di supporter crociati che abbiano voglia di spronare a dovere la squadra e, perché no, l’arbitro: sapete bene che mi piace poco appellarmi all’alibi dei torti delle giacchette nere, però la sistematicità con cui sbagliano contro il Parma è in effetti inquietante. Tocchiamo pure tutto il ferro di cui siamo dotati o che abbiamo vicino, tuttavia, situazioni del genere mi fanno tornare in mente la stagione maledetta, quella precedente il debito saldato, non so se ricordate… E sì, perché, anche allora, al di là dei tanti inequivocabili demeriti nostri, ce ne furono – determinanti – pure della classe arbitrale. Ricordo solo Inter-Parma… E allora che l’Ennio sia un catino bollente, una bolgia infernale, un po’ come quella richiesta pochi giorni fa da Daniele Galloppa in conferenza stampa. Ritiriamo fuori i fischietti della famosa panolada sonora del recupero infrasettimanale con la Fiorentina: accompagniamo la squadra del cuore con trombe e bandiere, come sancisce l’intramontabile inno del Parma. Anche se siamo un po’ stanchi e incavolati per una stagione altalenante di illusioni e delusioni e dei mille stucchevoli appelli all’unità contro tutto e contro tutti. Anche perché sarebbe bene combattere prima di tutti il nemico che è in noi stessi, prima di affliggerci con fantasmi altrui. Proprio perché di appelli ne sono stati spesi anche troppi ho evitato di promulgarne uno io stesso, ieri, invitando la nostra gente a seguire l’allenamento free di ripresa di stamani. Non fossimo usciti con le ossa rotte dal Friuli (più per il risultato che altro…) avrei invitato tutti a far Pasquetta con il Parma, tanto le porte erano aperte alla ripresa: avevo in animo di seguire personalmente la scampagnata con la compatta, per poi proporre una delle famigerate fotogallery amatoriale. Poi ho desistito. Magari, mentre scrivo, a Collecchio è arrivato lo sprone sonoro di qualcuno. O forse, più facilmente, i nostri hanno lavorato in solitudine come spesso accade a queste latitudini, laddove il calcio è preso in un modo più soft che altrove, e dove anche nei momenti peggiori, per fortuna, si preferiscono le pacche sulle spalle alle pedate nel c… Durante la sua radiocronaca da Udine Giuseppe Bisantis di Tutto il calcio minuto per minuto (per mercoledì sera è designato alla cabina di Radio Rai di Firenze, e speriamo che là faccia il gatto nero come al solito…) ha più volte rimarcato i meriti del Parma, oltremodo punito dall’Udinese, capace di trovare la via rete sempre nei momenti migliori dei crociati (in quarta maglia blu). Il giornalista, nell’intervista che ci ha rilasciato, ha sottolineato come il Parma potesse recriminare con se stesso (gli errori sotto porta di Okaka sono ormai insopportabili e, come temevo, Floccari non ha beneficiato dell’effetto Lazio) e con l’arbitro. Posto che su quest’ultimo punto c’è ben poco da fare (mi perdonerà Luca Russo e chi la pensa come lui, ma io non sono dell’idea che piagnucolare come Conte, Mazzarri & C. porti a dei risultati), è proprio sui nostri limiti che si deve per forza migliorare. Non sono d’accordo con Paolo Grossi, quando scrive che il tecnico potrebbe lavorare sulla competitività: io, al contrario dei vertici societari, non penso che sia un valore aggiunto valorizzare chi sta ai margini della rosa e al tempo stesso perdere dei punti di forza inequivocabili, così come purtroppo è successo. Va bene riciclare Valdes regista (ma così abbiamo perso Musacci…), ma come la mettiamo con l’involuzione di Biabiany? Non aggiungo Giovinco perché ad Udine ha cercato di fare il suo, sebbene poco assistito dagli altri… La scoperta di Valdes ha portato, poi, all’accantonamento di un altro storico valore di questa squadra, capitan Morrone. Tutto questo nella ricerca (che ad altri pare lodevole, a me, invece, oltremodo autolesionista) del gioco propositivo a prescindere dall’avversario, come se fosse la mission principale stagionale. Beh, certo, all’allenatore è stato chiesto esplicitamente e lui non si è mai tirato indietro, in questo, però, così agendo, si è perso di vista il reale orizzonte. Se la squadra è molle e poco reattiva è perché non ritiene di usare le armi tipiche di chi lotta per la sopravvivenza (quella che in gergo si chiama cattiveria agonistica, o cattiveria positiva), probabilmente illusa di valer di più (e in questo facesse un mea culpa chi glielo ha inculcato). La ricerca della costruzione del gioco fine a se stessa non porta da nessuna parte: quando devi strappare dei punti non puoi star lì a fare della filosofia. A Udine il Parma ha giocato meglio dei padroni di casa. Peccato, però, che, immeritatamente fin che si vuole, abbiano vinto loro. E anche se l’errore di Gava, vicino di casa di Guidolin, è stato capitale, una squadra mentalmente forte non si sarebbe lasciata condizionare, negativamente, come è avvenuto, anzi avrebbe trovato una maggiore forza per reagire. Cosa che non è certo avvenuta. Anzi. E’ andata esattamente come a Genova, laddove il torto arbitrale aveva dato il là alla incredibile rimonta finale dei rossoblù. Donadoni, stando a quanto riportato ieri da Sandro Piovani sulla Gazzetta di Parma ha affermato: «Abbiamo subito due gol in fotocopia, in due situazioni in cui dovevamo essere più attenti, più reattivi e meno timorosi. Questo è stato il nostro limite, contro l’Udinese. E poi bisogna sempre aspettare di subire un mezzo schiaffo prima di reagire. Questo non mi piace, mi fa veramente imbestialire e finché non glielo infilerò nella zucca, non sarò contento». Bene, ma fin che nella zucca hanno il pensiero di valere tanto come i giocatori della terza in classifica, o della prima, al punto da sentir il dovere di impostare noi il gioco, anziché fare una sana, costruttiva, opposizione, temo si andrà poco lontano. A casa mia questa si chiama presunzione. E serve poco esercitare il proprio potere padronale cacciando a casa chi, razionalmente, aveva stimato il valore di chi aveva a disposizione e non lo aveva nascosto. Purtroppo la sbornia del gioco propositivo, che speravo smaltita un anno fa dopo i fasti della gestione Marino, non è ancora passata: ma quando ci si renderà conto che un sano contropiede meglio si addice ad una squadra che veleggia al quartultimo posto, piuttosto che non prendersi il sempre oneroso peso di far la gara, senza averne i mezzi? Quando avevamo perso col Milan, però avevo sentito dire Ah, ma è consolante come abbiamo giocato, io non mi sono consolato affatto, perché i complimenti li prendeva anche il Parma di Di Carlo, per come giocava, e poi abbiamo visto come è andata a finire. Il calcio propositivo se lo possono permettere, e poi e poi, solo le prime della classe: le altre, con grande umiltà, non possono che arrabattarsi. Avere la botte piena (il bilancio in attivo) e la moglie ubriaca (una rosa alla Milan) temo che sia piuttosto improbabile… Le note conclusive sono sulla scaramanzia: nei giorni scorsi mi sono preso i rimbrotti di Lefebvre e qualcun altro, perché alla vigilia mi ero un po’ divertito sulle manie di Guidolin (il viola e le Subaru) sfociando nel trash (l’intervista al rivenditore dei fuoristrada giapponesi così invisi al Don): a parte che l’esercizio scaramantico (io stesso a Udine avevo sfoggiato un maglioncino viola) non è andato a buon fine, visto il risultato, debbo dire che io per primo avrei evitato questo giochino se non fossi stato preceduto da altri che si erano divertiti prima di me. Per esempio A. Lucarelli a Bar Sport. Io conoscevo perfettamente le manie di Guidolin, avendo lavorato direttamente con lui nella stagione della promozione (ricordo che la sera prima della decisiva gara con il Cittadella, mi rimbrottò perché avevo versato l’acqua con la mano sinistra, volgendo a mancina la bottiglia), ma mi ero sempre ben guardato dal raccontarli all’esterno, per una sorta di riservatezza o segreto professionale: ma una volta che sono diventate di pubblico dominio perché non potevo giocarci su un po’ anch’io? A parte che secondo me c’è chi ha esasperato, apposta per denigrarlo, questo suo aspetto legato alla superstizione, come se nel mondo del calcio fosse l’unico ad esserlo… Ne ho viste con i miei occhi di tutti i colori in questo ambiente, e vi garantisco che i primi che ridono per la Subaru o per il viola di Guidolin, sono i primi a cercare ferro nei pantaloni al passaggio di un proprio collega con un certo tipo di nomea o a compiere chissà quali ridicoli riti quando entrano sul campo. L’altro giorno un autorevole giornalista argomentava che se Guidolin non era mai approdato in una grande squadra era proprio per questo suo essere eccessivamente scaramantico: “Provasse a dire a uno come Ibrahimovic di togliersi le scarpe viola…”. Io non penso, invece, che questo aspetto possa essere determinante, nel minuto in cui si parla di un ottimo professionista, perfezionista fino all’ultimo dettaglio. E la scaramanzia è uno di questi… Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 Commenti

  1. Ciao Gabriele, ho appena letto il tuo commento del lunedì ed avrei tre domande da porti cui vorrei che mi rispondessi quando hai due minuti di tempo: 1) quest'anno siamo davvero convinti che gli episodi arbitrali a favore e contro a fine campionato si compensano?! No, perché se davvero dovesse esser così possiamo stare tranquilli… da qui alla fine dovremmo beneficiare di un paio di rigori a partita! Se al contrario, non sarà così, potremo tranquillamente dire che quella del bilanciamento di torti e favori (specie per le squadre medio piccole) è una colossale minchiata che si ostinano a sostenere solo vecchi arbitri (forse in cattiva fede) e giornalisti suonati (come Bellé). Io personalmente non ci ho mai creduto e temo che quest'annno (proprio come nell'anno della retrocessione) ne avrò l'ennesima conferma; 2) Risultati alla mano, Donadoni merita di rimanere l'allenatore del Parma? In 14 partite ha collezionato 13 punti. Meno di un punto a partita, facendo anche peggio del suo pessimo predecessore. E' vero che al netto delle nefandezze arbitrali la nostra classifica sarebbe migliore, ma io ci penserei due volte prima di affidare la costruzione della prossima squadra ad un tecnico che, se tutto andrà bene, salverà il Parma per il rotto della cuffia. Secondo me un allenatore deve fare punti e non basta che sappia consolare il Presidente all'indomani di una sconfitta come ha detto Ghirardi in un salotto televisivo di Parma; 3) Ammesso e non concesso che il Parma riesca a salvarsi, quanti calciatori dell'attuale organico confermeresti in rosa?! Io pochi, pochissimi… Mi vengono in mente Pavarini, Mirante (cui io non attribuisco colpe enormi nonostante una stagione negativa), Zaccardo, Paletta (per cui cmq non stravedo), Biabiany (che andrebbe però riscattato), Mariga (che tuttavia è in prestito secco), Lucarelli, Gobbi, Galloppa (forse… sempre che il mercato non offra di meglio), Giovinco (che andrà via sicuramente) e Floccari (che non verrà riscattato perché allo stato, costa troppo). Magari salverei qualche altro giovane, tipo Perreira, che di fatto non abbiamo mai visto, ma per il resto via tutti… Via Valiani, Morrone, Santacroce, Ferrario, Brandao, Modesto, Musacci, Okaka, Palladino (a proposito, che fine ha fatto?!), Feltscher, Marques e mi scuso con chi avessi dimenticato… evidentemente la loro pochezza ha fatto si che me ne scordassi! In definitiva terrei otto o nove giocatori e tenuto conto che molti di loro non verranno trattenuti per esigenze di bilancio, se ne deduce che a giugno la squadra andrà interamente ricostruita, auspicando che non faccia rientro alla base gente come Pellé, Lofquist, Ze eduardo… gente che in buona sostanza abbiamo già visto e bocciato… Insomma la vedo dura, perché nonostante Leonardi sia certamente abilissimo sul mercato, dovrà anche stavolta fare le nozze con i fichi secchi! Davide

  2. Io non contesto nemmeno la volontà di fare un calcio che sia anche divertente oltre che efficace. Magari l'avessimo fatto dalla prima giornata di questo torneo…forse ora un paio di punti in più ce li avremmo.

    Io, per dirla alla Donadoni, mi imbestialisco quando i nostri scendono in campo senza essere ASSATANATI. Caspita, al netto del bagaglio tecnico di cui ciascuna squadra dispone, lo è la Juve che pur se dovesse arrivare seconda non avrebbe di che rimproverarsi, visto che anche una lussuosa posizione di rincalzo renderebbe positivo il bilancio della stagione bianconera. Lo è la Juve, dicevo…non lo è il Parma che invece deve salvarsi. Ed è un fatto incomprensibile. Noi dovremmo bruciare l'erba, mordere i polpacci dell'avversario…e invece no. Ce la prendiamo con calma: tanto si sa, lo squadrone siamo noi e prima o poi un golletto lo facciamo.

    Di questa stagione, o meglio di uno dei suoi scorci finali, mi è rimasta nella testa l'esultanza MISURATISSIMA dopo il vantaggio (temporaneo) conseguito al Manuzzi di Cesena, in una sfida che avrebbe potuto definitivamente scollare il Parma dall'elenco delle candidate alla retrocessione. Riguardatevi il gol, riguardatevi l'esultanza. E vi chiedo: vi sembra l'esultanza di una squadra che sta giocando una partita da ultima spiaggia o quella di una squadra alle prese con quegli incontri di fine campionato inutili ai fini della classifica? Poi riguardatevi il gol del pareggio, riguardatevi la relativa esultanza di Paletta. Non vi sembra quella di una squadra che ha capito troppo tardi dove era e cosa si stava giocando? Ecco, a tal proposito non si può non dar ragione a Donadoni: reagiamo solo dopo aver preso uno schiaffo.

  3. Ciao Davide. Ecco le mie risposte ai Tuoi quesiti:

    1) Non sono affatto convinto che a fine stagione torti/favori si compensino o si annullino, in quanto non stiamo parlando di una scienza esatta. Però nella mente del tifoso rimangono solo i torti, mai favori: per esempio alla Juve la partita l'avevamo "ladrata" noi, dal punto di vista degli errori a nostro pro della giacchetta nera. Ritengo, tuttavia, che al momento il piatto del Parma pianga, ma sono altrettanto convinto che non recupereremo i punti sottratti con dei favori. Vorrei tuttavia sgombrare il campo da eccessivi sospetti: non credo siano in atto macchinazioni contro il Parma, al di là della frequente ripetizioni di episodi a sfavore. Ma vedo che il malessere nei confronti della classe arbitrale è piuttosto generalizzato, per cui non credo siano in atto disegni per favorire qualcuno o sfavorire qualcun altro. C'è chi dice che tagliavento sia uno dei migliori arbitri italiani: tuttavia in questa stagione si è distinto in Milan-Juventus per non aver convalidato il gol regolare di Muntari, essendosi fidato del suo assistente, cui è stata stroncata anzitempo la carriera. (A lui, invece, niente punizioni; così come c'è stato chi ha avuto da ridire del suo operato anche in ambito internazionale (in Benfica-Chelsea non ha dato un rigore netto per fallo di mano di Terry… Per educazione sportiva rimango dell'idea che non ci debba avvalere di alibi arbitrali. E' sacrosanto che Pereyra dovesse essere espulso (ed inquietante il particolare rivelato da Pizzul a Bar Sport secondo cui il fischietto potrebbe essere stato condizionato da precedenti polemiche per una espulsione ad inizio gara, credo di Balzaretti, in circostanza analoghe, ragion per cui sarebbe stavolta stato frenato da quel ricordo) però una squadra forte – di testa – dovrebbe trarre benzina positiva da episodi analoghi, non perdersi come hanno fatto i nostri sabato e in precedenti occasioni (a Genova, ad esempio).
    2) Non penso che la ricetta giusta sia continuare a cambiare gli allenatori. Anzi: il peccato originale è la mancata conferma di Guidolin. Non capisco perché un dirigente possa essere confermato fino al 2017 (guadagnando più di un calciatore di fascia medio alta della squadra) ed un tecnico no. Io, come sai, non consideravo un mediocre Colomba, il quale avrebbe potuto tranquillamente pilotare in salvo questa squadra facendola collocare al 12° posto in classifica, come da suo razionale valore per gli effetti a disposizione. Non ritengo scarso neppure Donadoni, anche se non mi pare adatto a pilotare una squadra che si deve salvare: paradossalmente è meglio per una squadra di più alto profilo, visto la mentalità che ha, e soprattutto il passato da calciatore. Rendiamoci conto, però, che siamo il Parma e non abbiamo più alle spalle il ciclostile di Calisto… Le nostre ambizioni devono essere consapevoli dei mezzi. Credo che Colomba avesse capito, ancor prima di Donadoni, cosa si trovava tra le mani: e il suo torto è stato quello di farlo capire con le sue scelte (l'insistere sugli stessi, ma come dargli torto') e dirlo chiaro e tondo al presidente, il quale, ovviamente, non ha gradito ascoltare quelle parole e l'ha cacciato. Donadoni mi pare sia stato più diplomatico e consolando Ghirardi è ancora al suo posto. Ma rimango dell'idea che con gente che teoricamente potrebbe fare sfracelli con il contropiede sia un assurdo che voglia – per ostinata mentalità – tentare di fare la partita anche con chi è più dotato. Per me ci vuole umiltà e consapevolezza. E se proprio debbo scegliere uno slogan opto per quello del primo Ghirardi: "Correre e picchiare". Questo si addice ad una squadra come il Parma. Se Ghirardi ha ambizioni maggiori anziché il Parma avrebbe dovuto acquistare una qualsiasi delle grandi con la maglia a strisce verticali.
    CONTINUA

  4. (PROSEGUE)
    3) Non mi esprimo sul parco calciatori perché il ragionamento sarebbe lungo e complesso, considerate le tante variabili. Però non mi sono mai piaciute le rivoluzioni: ritengo, anzi, che per portare avanti dei progetti serva pazienza. E mi pare che invece si sia sempre cambiato parecchio e troppo. Certi calciatori che hai elencato (tipo Lofquist) dici che li abbiamo già bocciati: ma se non l'abbiamo mai visto? Non capisco perché Pereira (il nostro, non quello con la y, che avrebbe dovuto essere cacciato dal campo al Friuli) abbiamo elementi per dire che va bene e Lofquist no. Non credo che tre brevi spezzoni siano significativi. Comunque Leonardi sa benissimo che deve fare delle scommesse: qualcuna gli riesce, qualche altra no, ma con i fichi secchi non si possono fare ottimi banchetti.
    Infine Palladino: come sai si era fatto male (per l'ennesima volta) e si attende che sia di nuovo pronto.
    Ciao Gmajo

  5. Caro Luca, non sono d'accordo con la Tua valutazione, perché per me il calcio proposto ad inizio stagione era più efficace dell'attuale. E neppure tanto meno brutto. Per me l'esonero di Colomba è stato "di pancia", un segno del comando del padrone. Ma razionalmente non ci stava. E gli stenti che perdurano anche con Donadoni sono la riprova che il problema non stava nell'allenatore, peraltro costretto ad operare dopo esser stato sfiduciato in modo clamoroso dopo il Milan-Parma dell'andata. Mantenendo calma e sangue freddo, senza fare rivoluzioni, sono convinto che il Parma avrebbe potuto proseguire tranquillamente il suo campionato. Donadoni, prima di trovare una quadra, ha dovuto perdere del tempo prezioso, anche se paradossalmente ha raccolto più punti quando mandava in campo una squadra meno logica dell'attuale. Se i giocatori non scendono in campo assatanati è perché non hanno capito cosa significa lottare per non retrocedere, anche perché illusi di poter fare chissà che cosa. va bene l'autostima, ma ognuno deve essere consapevole dei propri mezzi. Ciao Gmajo

  6. Grazie Gabriele della tua risposta. Puntualizzo solo alcuni concetti… quanto alla questione arbitrale, sono anni che assistiamo a nefandezze di ogni genere ed ogni stagione sentiamo le solite risibili giustificazioni. Ieri sera ho sentito Michelotti dire che occorre aver pazienza perché dopo calciopoli sono usciti di scena dieci arbitri di prima fascia… Beh mi sarei aspettato che qualcuno facesse notare che quei dieci arbitri sono stati dimissionati perché condannati dalla giustizia sportiva (tutti) ed ordinaria (qualcuno) per i fatti che sono ormai noti a tutti e sui quali non vale la pena stare a perder tempo. Inoltre, mi sarei aspettato che qualcuno facesse notare a Michelotti che dalle condanne sportive di calciopoli sono passati sei anni e se a distanza di sei anni gli arbitri sono ancora questi (incapaci, senza personalità e quel che più è grave, schiavi dei soliti grandi club) c'è davvero qualcosa che non va! Quanto a Lofquist, è vero che non lo abbiamo mai visto a Parma ma pure giù a Gubbio non sta facendo granché… e stiamo parlando di una realtà molto piccola che con ogni probabilità retrocederà in terza serie (la stessa dove gioca la Reggiana! non fa mai male ricordare le disgrazie dei nostri cari cuguini…). Lo stesso dicasi di Ze eduardo, mentre Pellé devo ammettere che con la Samp sta facendo benino, ma si tratta pur sempre di serie B… Appunto ciò che vado dicendo da nove mesi… Pellé è un buon attaccante da seconda serie ma in serie A sfigura! Quanto alla rosa attuale… Sono d'accordo con te sul fatto che occorra avere pazienza, ma mi chiedo che senso abbia continuare ad aspettare gente che è più vicina ai trent'anni che non ai venti… Da gente come Valiani, Morrone, Modesto, Brandao, Ferrario, Santacroce, Okaka (che è più giovane ma è anche più inguardabile degli altri) credi veramente che si possa ottenere ancora qualcosa?! Per me sono limoni (nemmeno di prima qualità) già spremuti fino in fondo… Ed in ogni caso, è tutta gente che a Parma ha fatto il suo tempo… Tornino pure da turisti se vogliono, si fermino a vivere qui se preferiscono (occhio all'IMU però, perché a quanto si dice a noi parmigiani arriverà una stangata!!) ma la maglia crociata se la mettano solo per fare una corsetta in Cittadella o al Parco Ducale!! Quanto al mister, concordo con te che il peccato originale sia stato la cacciata di Guidolin, sul quale si sono spese mille parole senza mai conoscere la verità!! Ma paragonare Colomba e Donadoni a Guidolin mi pare una grossa forzatura… Quantomeno perché Guidolin ci ha riportato in A e ci ha fatto arrivare ottavi l'anno successivo, mentre gli altri sono stati loro malgrado artefici di una delle peggiori stagioni del Parma… A me l'atteggiamento di Donadoni non dispiace…amo il calcio propositivo…ma concordo con te che bisogna essere consci dei nostri limiti! Ed in ogni caso, i numeri sono numeri… la media punti di Donadoni è da retrocessione… Sicuri di voler confermare un allenatore così?! Davide.

  7. Piccola nota statistica :
    Donadoni in 14 partite ha fatto 16 punti e non 13.
    Siamo in questa posizione di classifica per una serie di fattori, la scarsa qualità dell'organico ( a mio parere più mentale che fisica ), qualche torto arbitrale e non ultimo i punti sciaguratamente persi nel girone d'andata ( vedi Novara, Lecce e Catania ).

    febbredacalcio

  8. Penso siano altrettanto sciagurati, cara Febbre, anche altri punti colpevolmente sperperati nella seconda parte della stagione. Ad esempio a Cesena, tanto per dirne una, senza essere penalizzati dall'arbitro, in quella occasione, così come a Genova, dove le malefatte arbitrali hanno pesato, ma non tanto come la "psicolabilità" di questa squadra che è il vero motivo del fallimento di quest'annata, sommata alla grande presunzione, sopravvalutazione ed errata autostima. Quando vorremo finirla di indicare ancora come colpevole il povero Colomba sarà sempre troppo tardi, dal momento che i palesi limiti di prima sono rimasti invariati dopo. Ma se il tiro al piccione (pardon alla Colomba) va ancora di moda e vi divertite fate pure… Ciao
    Gabriele Majo

  9. caro Gabriele, non sto facendo nessun tiro al piccione ( o alla Colomba ) .
    Infatti ho indicato vari fattori come responsabili di questa pessima classifica e concordo che te che la " psicolabilità " della squadra probabilmente sia il male peggiore.
    Però non si può affermare che i risultati di Colomba siano stati migliore di quelli di Donadoni.

    Febbredacalcio

  10. Secondo me è un po'presto per fare dei bilanci attendibili visto il calendario che ci attende (rapportato a quello della più insidiosa delle nostre antagoniste).Chiaro che la stagione è stata comunque deludente per una serie di concomitanze: La conferma di Colomba , emotiva ma non razionale, il tira e molla su Amauri che si era capito subito che non si poteva confernmare, il ritardato arrivo di Floccari, la cessione di Borini (che nel Parma di Colomba non giocava),e successivamente l'aver assecondato gli umori della piazza cedendo Pellè rimpiazzandolo con Okaka, anche l'affare Dzemaili non ha portato una contropartita tecnica sufficiente ( si poteva ottenere Cigarini),poi lo scadinmento atletico di Zaccardo e tecnico di Mirante han fatto il resto, Lucarelli esemplare sino a l mese scorso sta passando un brutto momento di forma, Musacci a me piace è da rivedere in un altro contesto.Suggerimenti non siamo in grado di darne per due motivi:1)Leonardi sa il fatto suo 2) i giocatori da Parma(questo Parma)non hanno una notorietà diffusa oppure provengono da periodi di scarsa visibilità per infortuni,scarsa continuità o problematiche tecniche e tattiche.
    Riassumendo mancano 7 partite faremo 8-10 punti,prepariamoci a salutare Giovinco ad applaudirlo ai campionati europei e speriamo di trovare l'attaccante che per continuità e prolificità ci consenta di sopravvivere…..anche il prossimo anno.
    Angioldo

  11. Hai ragione Febbredacalcio, i punti sono 16 e non 13. Comunque molto pochi e da media retrocessione… Davide

  12. Sono una media da salvezza rosicata e se non ha fatto meglio, purtroppo, non ha fatto neanche peggio del suo predecessore.
    Mi aspettavo sinceramente di più da Donadoni, comunque i conti si fanno alla fine come dice Angioldo e con il quale concordo in merito ai "peccati originali" di inizio stagione.

    Febbredacalcio

  13. standing ovation con applausi scoroscianti per qianto mi riguarda ….condivido a pieno l analisi di Gabriele Majo tutte cose che sostengo da tempo,(difesa e contropiede Colomba docet)e soprattutto condivido la parte riguardante la mancanza di realismo o di umiltà da parte della società che ha imposto all allenatore il gravoso e impossibile impegno di dare un identità di gioco propositivo e una mentalità precisa a questa squadra…l allenatora( ALLENATORE ANCHE BRAVO PER CERTI VERSI MA ANCHE SECONDO ME NON è ADATTO AD UNA SQUADRA CHE LOTTA PER SALVARSI…) ha accettato l incarico ..e accettandolo si è "accollato" l onere di tradurre con il suo lavoro sul campo l' ambizione che era solo del presidente….inutile dire che il progetto è fallito…..solo una precisazione che si discosta un pò dall illustre "Majo pensiero"…i torti subiti…..ecco io mi rifaccio al giudizio di crociato 63 nelle sue pagelle in dialetto,dove alla voce DONADONI…scrive che a Parma la serietà e l educazione ci piace molto ma…..anche la gente che sà tirar fuori la grinta al momento giusto….ecco la linea della lamentela infinità non piace nemmeno a me….però dire un qualcosina..con garbo anche ma dirla (anche perchè siamo inguaiti non poco ma donadoni continua a parlare come se fossimo al girone di andata ed è preoccupato solo di trasmetere sta "maledetta mentalita propositiva "alla squadra…che va in contrasto con la concretezza e la necessità di far punti ) giusto per alzare l attenzione della classe arbitrale,e a questo punto della stagione ci stà secondo me,propio perchè ormai mancano poche giornate e un errore dei vari lucarelli,mirante,e zaccardo di turno potrebbe essere capitale propio come tu rimarchi…però…lo posso accettare (m'inca..xxo molto..ma lo accetto ) ma un errore dei vari gava, tagliavento ecc….lo può essere altrettanto
    saluti
    Filippo1968

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