QUEL PARMA-BARI TRA LE PARTITE CHE SCOTTANO

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Oggi sulla stampa ricompare, tra le gare sotto la lente di ingrandimento della magistratura ordinaria, quella partita di un anno fa conclusasi con il litigio Morrone-Rossi: al centro dell’attenzione il je accuse del difensore parmigiano, ora tesserato del Cesena, che attribuisce al capitano crociato la frase: “Bastardo, gli accordi non erano questi”. E l’inviato della Gazzetta dello Sport Francesco Ceniti chiede: “Quali accordi? Il Bari doveva perdere? E chi lo aveva deciso?” E chiosa: “Nell’ordinanza ci sono solo omissis e stralci. Segno che qualcosa bolle in pentola”

gazzetta dello sport la a che scotta (gmajo) – “Ciao Gabriele, tu come giudichi la vicenda? Rischiamo davvero qualcosa secondo te? MARCO”. Questo quesito del nostro lettore Marco – che deduco non essere Rossi, se no ne saprebbe senz’altro più di noi – è stato da lui postato in calce alla video dichiarazione in merito al discusso Parma-Bari di un anno fa che stamani ho raccolto, per stadiotardini.com, al termine della presentazione dell’accordo di confluenza del Parma FC nell’Unione Industriali, dall’Amministratore delegato del Parma Fc Pietro Leonardi. Oggi, nella fretta, non ho accompagnato il filmato con una breve introduzione di accompagnamento, limitandomi nel titolo e nella domanda posta al dirigente, agli “omissis” cui faceva riferimento stamani la Gazzetta dello Sport (lo specialista della materia calcio scommesse, Francesco Ceniti, infatti, aveva chiosato: “Nell’ordinanza ci sono solo omissis e stralci. Segno che qualcosa bolle in pentola”). Il nostro lettore Marco mi sembra abbastanza sul pezzo, nel senso che ha capito di cosa stiamo parlando, ma a beneficio di altri lettori che non avessero sfogliato, come immagino lui, la Rosea (o anche la Repubblica, dove a margine dei reportage da Bari di Giuliano Foschini e di Marco Mensurati figura una foto-notizia con le partite “in analisi”, e Parma-Bari è la prima della serie) vediamo di fare una piccola rassegna stampa.

Seguitemi all’interno

repubblica 04 04 2012 gare truccatePrima di accingermi a trascrivere quanto apparso negli articoli di Gazzetta dello Sport e Repubblica (mi limiterò a “stralciare” le questioni inerenti Parma-Bari), affinché ognuno di voi possa formulare le proprie valutazioni in merito, riferisco a Marco che rispondergli è più complicato di azzeccare un semplice pronostico, perché se uno sbaglia quello fa solo la figura del pito. Qui, invece, la questione è un po’ più complicata, dal momento che stiamo parlando di giustizia. Tra l’altro di giustizia ordinaria. Semmai la giustizia sportiva arriverà dopo. Leonardi, al nostro microfono, ha riferito che il Procuratore Federale Palazzi, punendo a suo tempo per quel movimentato dopo partita Stefano leonardi stadiotardini com 04 04 2012Morrone con la squalifica, di fatto ha già deciso, e come noto in diritto uno non può essere giudicato per due volte per la stessa ipotesi di “reato”. Ergo, secondo lui, il Parma non rischia proprio nulla. Io ci vado un po’ più cauto, perché con le arie “giustizialiste” che tirano di questi tempi, a fronte persino di arresti, la tolleranza zero della giustizia del pallone non è da trascurare. Posto che la gaz sport dettaglio parma bari 04 04 2012frase che l’indagato Rossi ha riferito agli inquirenti di aver sentito da Morrone non è per nulla lodevole (“Bastardo, gli accordi non erano questi”, secondo quanto riportato stamani dalla Gazzetta dello Sport) si tratta di capire se quella frase il capitano crociato l’ha pronunziata davvero o se il difensore l’ha in qualche modo calunniato. Ma a fronte di questa dichiarazione accertata (e al momento non mi pare sia stata ritrattata) le domande che si pone l’inviato della Gazzetta dello Sport saranno sì scomode, ma senza dubbio pertinenti. Trascrivo, dunque, a questo punto, cosa Francesco Ceniti ha scritto a proposito di Parma-Bari all’interno del suo servizio di stamani mercoledì 4 aprile 2012, pubblicato a pagina 22, sotto il titolo “La A che scotta” , nel sottotitolo “I dubbi di Parma-Bari” e con questo richiamo in evidenza: “Sugli emiliani pesa il litigio tra Morrone e Marco Rossi: ‘Gli accordi non erano questi’.”. “Anche per Parma Bari la Procura ipotizza una proposta indecente fatta dalla società emiliana. Perché questo sospetto? Marco Rossi nell’interrogatorio parla degli insulti ricevuti dal capitano gialloblù, Stefano Morrone, a fine gara: ‘Bastardo, gli accordi non erano questi…’. Quali accordi? Il Bari doveva perdere? E chi lo aveva deciso? Nell’ordinanza ci sono solo omissis e stralci. Segno che qualcosa bolle in pentola.”. Se Ceniti, sul più diffuso quotidiano sportivo italiano, accenna ai sospetti della Procura su una proposta indecente avanzata dalla Società emiliana, il titolo del servizio di stamani sul calcio scommesse pubblicato da Repubblica è “Gare truccate con la complicità dei club. L’inchiesta ora punta sul secondo livello”. Come dicevo sopra, a corredo del pezzo portante del duo Foschini-Mensurati c’è una colonnina con menzionate le gare “attenzionate” e appunto Parma-Bari di un anno fa figura in testa a questo elenco. C’è una fotina, con in primo piano Stefano Morrone, accompagnata da questa didascalia: “Parma-Bari 1-2. Partita del 3 aprile 2011. Marco Rossi (Bari) tira in ballo Morrone (Parma) il quale, racconta, negli spogliatoi gli gridò: “Non erano questi gli accordi”. All’interno dell’articolo i due autori, sotto il capoverso “L’aggressione di Parma” scrivono: “C’è poi una seconda partita, quella tra Parma e Bari. Anche in questo caso a parlare è il giocatore Marco Rossi. Racconta di essere stato aggredito negli spogliatoi dal collega del Parma Morrone al grido di ‘gli accordi non erano questi’. Anche in questo caso il sospetto è che di questi accordi ne sapessero di più negli uffici della società emiliana che negli spogliatoi”. I due articoli sono accomunati dall’espressione “sospetti”: in ossequio al garantismo va ricordato che non bastano sospetti per trarre delle conclusioni. Ed è giusto aspettare i vari gradi di giudizio della Magistratura. Come chiosavo prima, però, la frase attribuita da Rossi a Morrone è brutta per davvero. Perché un conto è essere inalberati a fine partita se ti trovi inguaiato dopo aver perso, inaspettatamente, contro l’ultima della classe che pensavi di fagocitare (sportivamente parlando) in un sol boccone e te la prendi, sia pure in un modo smodato e poco urbano con un tuo ex compagno di squadra (per cinque anni ho fatto il capo ufficio stampa del Parma e posso dire che a fine gara, quando le cose vanno male e sei messo male in arnese la tensione è alle stelle e la lucidità generalmente viene a mancare) un conto invece se la vittoria non arrivata era dovuta, appunto per “accordi”, come denunziato dal parmigiano esportato Rossi. Ecco, quindi, quanto diventa pesante quella parola. Certo Rossi fa il calciatore e nessuno pretende che con la favella e nell’arte oratoria ci sappia fare come sul terreno di gioco, ma è chiaro che certi vocaboli hanno il tonnellaggio dei macigni. Gabriele Majo

5 Commenti

  1. Posto che Parma-Bari sia stata una gara aggiustata, spero che le autorità competenti facciano luce su TUTTO. E quando dico tutto, ovviamente…dico TUTTO. Non vorrei che questa storia si riducesse ad essere la solita e inflazionata commedia all'italiana, in cui i deboli pagano per tutti ed i potenti continueranno a fare i loro porci comodi. C'è qualche squadra che ora veleggia nei piani alti della classifica, che forse qualche partita pure l'ha aggiustata negli anni passati. Certo, in mancanza di prove è difficile istituire un processo, però dovremmo discutere anche del modo e dei criteri adottati per la raccolta delle prove sulle quali vengono costruiti gli impianti accusatori.

    La prima versione di Calciopoli ci ha già dato un'idea di come si possa arbitrariamente decidere di tutelare certe società, che hanno continuato a muoversi in una sorta di zona franca al riparo da controlli e intercettazioni, e di bastonarne altre. A me preoccupa più la giustizia sommaria (e faziosa) che un Parma giustamente retrocesso d'ufficio per aver commesso un illecito sportivo.

  2. Dopotutto, se si misero d'accordo, e il risultato fu l'esonero di Marino… Il gioco valse la candela!
    Scherzo, ovviamente.

  3. Ciao Luca, è lodevole che uno sportivo desideri giustizia anche se a pagare dovesse essere la squadra per la quale fa il tifo: tuttavia non è affatto certo che sia stato commesso un illecito sportivo. Per ora c'è solo una accusa, tutta da provare, rivolta da Marco Rossi al suo ex capitano. ce poi Rossi sia indagato (e, attenzione bene indagato non significa giudicato colpevole) sul calcio scommesse è un altro discorso.
    Lo scherzo del Plin, invece, lo aggiungiamo alla famosa Terapia del sorriso, di cui è ormai un autore fisso…
    Buonanotte Gmajo

  4. Ciao Gabriele,
    ti ringrazio per l'ottima trascrizione della vicenda e della sua storia cronologica. Speriamo che il problema non vada a cadere proprio sulle società altrimenti saranno dolori.
    Io sono (voglio esserlo per amore della mia squadra) fiducioso nella nostra estraneità ai fatti, speriamo di non sbagliarmi.
    Grazie MARCO.

  5. Ciao Marco, essere fiduciosi non è solo una legittima speranza da tifosi, ma anche dovere civico da cittadini, sperando, appunto che la vicenda non abbia contorni penali o sportivi, in attesa che venga fatta una doverosa chiarezza. Io, al contrario di molti miei colleghi giornalisti, sono un contrario alla trascrizione di intercettazioni date in pasto, prima di un giudizio, ai cronisti, anche se certe faccende puzzolenti sono emerse appunto grazie alla intercettazioni, strumento che a mio avviso dovrebbe essere di esclusiva pertinenza degli inquirenti, senza rivelazioni verso l'esterno. Specie di argomenti che non c'entrano nulla con quanto oggetto di indagine (un esempio per tutti? Calciopoli, con la storia di Moggi Jr che ci provava con la D'Amico: se l'avessero scoperta paparazzi o gossip writer è un conto, ma che sia stata rivelata da intercettazioni spacciate ai giornali mi pare un po' grave…). Tutto questo non vuol sminuire la portata dell'accusa di Rossi che se provata sarebbe davvero grave. Perché per il "Devoto Oli" il sostantivo "accordo" ha un significato ben preciso. Va poi specificato che un conto è il calcio scommesse – su cui la Procura di Bari sta indagando – e un conto l'eventuale (ripeto eventuale, molto eventuale) ipotesi di accomodamento di una partita per il timore di retrocedere. Certo, si configurerebbe pienamente l'ipotesi di illecito (cosa molto grave, dalle conseguenze nefaste sotto il profilo sportivo), ma la questione non c'entrerebbe nulla con ,la sporcizia delle scommesse clandestine. A meno che, come diverse altre gare del Bari, anche quella del Tardini di un anno fa non fosse stata programmata in un certo modo dagli scommettitori. Oggi non ho ancora sbirciato i giornali nazionali, ma i colleghi non mi hanno riferito nulla di più sulla questione. Sulla Gazzetta di Parma c'è parte della trascrizione dell'interrogatorio di ieri di Masiello, in cui si accenna a quel Parma-Bari. Ma lì la parola "accordi", per fortuna, non salta fuori. Trascrivo, comunque, quanto riportato: "C'è un riferimento anche a Parma-Bari del 3 aprile 2011: lo fa lo stesso Masiello in un interrogatorio a gennaio riportato nell’informativa dei carabinieri allegata agli atti: «C'è stato un episodio a fine partita, una
    rissa nel sottopassaggio, in pratica i giocatori del Parma Morrone e Pavarini, accusarono Marco Rossi di non essere stato diciamo così… lui si sentiva accusato di non essere un professionista »." Insomma Masiello, per quella vicenda ha usato eufemismi. Tirando in ballo, però, non il solo Morrone ma anche Pavarini. Cordialmente Gmajo

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