CALCIO & CALCIO / "EUROPA LEAGUE? NO GRAZIE! SECONDO SCHIANCHI LA PARTECIPAZIONE ALLA SECONDA COPPA CONTINENTALE SAREBBE CONTROPRODUCENTE

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Il giornalista della Gazzetta dello Sport ha anche ‘ridimensionato’ il magic moment gialloblu. In studio il ‘guru’ di Donadoni Giovanni Andreini, preparatore atletico del Parma

DSC01971(Lorenzo Fava) – Il Parma potrebbe partecipare alla prossima Europa League attraverso la via giudiziaria, nel caso cioè Napoli e/o Lazio venissero penalizzate per la vicenda del calcio scommesse (gli ultimi viaggi in Europa dei crociati furono dopo l’anno di Beretta, piazzatosi 10°, ma poi salito fino al 7° posto per gli effetti di Calciopoli, una sorta di “indennizzo contrappasso”  dopo aver dovuto spareggiare, proprio per quei maneggi, nonostante i 42 punti della regular season dell’anno precedente, con il Bologna che alla fine venne retrocesso). Ma l’eventualità non sarebbe da accogliere positivamente per il top journalist Andrea Schianchi, firma della Gazzetta dello Sport, secondo il quale la competizione toglierebbe solo energie utili per il campionato e non porterebbe introiti. «Fatta come si svolge ora, l’Europa League è inutile e senza appeal». Una tesi corredata da illustri esempi di fallimenti tecnici da parte di formazioni che nelle ultime stagioni sono partite dai preliminari europei. Questa la tesi, che sicuramente sarà dibattuta anche dai lettori di stadiotardini.com, espressa dal ‘Roseo’ ieri sera nella 36esima puntata di Calcio & Calcio, straordinariamente in diretta di martedì per dar spazio la sera precedente alle elezioni amministrative, illustrate da “Parma Europa”, condotto dal direttore Pietro Adrasto Ferraguti.

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DSC01965Lo stesso Schianchi, rispondendo a un sms di un telespettatore da casa che domandava se quella del Parma di adesso sia vera gloria, ha ridimensionato notevolmente le 6 vittorie di fila e l’ottavo posto raggiunto: “Io di solito giudico con molta cautela le tante vittoria di fila ottenute a inizio o fine stagione. A inizio stagione perché incide molto la condizione fisica e perché alcune squadre hanno un equilibrio maggiore rispetto ad DSC01974altre che devono invece ancora essere rodate. A fine stagione perché incidono, invece, soprattutto le motivazioni. Molto più importante e significativo un ciclo di successi e un pieno di punti conquistati a metà campionato”. Ospite in studio, nella prima parte della puntata, Giovanni Andreini, il preparatore atletico del Parma, bergamasco, uomo di fiducia di Donadoni, con cui ha condiviso l’esperienza in DSC01975Nazionale terminata quattro anni fa al termine degli Europei in Austria e Svizzera. «Abbiamo trovato un gruppo di bravissimi ragazzi – ha affermato il guru di Donadoni loro hanno capito che l’obiettivo poteva essere un po’ più alto di quello della salvezza. E con una vittoria per volta abbiamo costruito questo bel momento. Abbiamo approfittato della tragica sosta dovuta per la morte di Morosini, purtroppo, DSC01976per aumentare alcuni parametri e per aumentare un po’ il carico di lavoro…». Oltre che allo staff, la parte oscura del lavoro, i meriti vanno anche al mister Donadoni: «La squadra è cresciuta di partita in partita e soprattutto nella consapevolezza dei proprio meriti e di questo va dato atto al tecnico. Il nostro metodo di lavoro cerca di essere all’insegna dell’intensità e con pochi tempi morti, poi è normale che ogni allenatore e il proprio staff utilizzino i metodi che ritengono più opportuni…».DSC01981 Infine, viste anche le news incalzanti di Enrico Boni, il quale, da buon Profeta qual è, ha già messo sull’attenti il popolo gialloblù, perché Regalër e il suo staff di collaboratori potrebbero essere richiesti da qualche piazza importante (come leggerete più tardi il nostro direttore Gabriele Majo, stamani durante l’appuntamento stampa di buon mattino gli ha chiesto: “E se la dovesse chiamare il Milan?”), il preparatore atletico Andreini ha espresso la volontà (collettiva) di voler continuare nel cammino intrapreso: «Sicuramente Parma è un ambiente importante. Abbiamo avuto la massima disponibilità per conseguire i nostri obiettivi, che erano conformi a quelli della società – ha detto – e, a livello personale, soprattutto a Collecchio ho trovato terreno molto fertile per lavorare».  Non sono mancate le usuali e consuete schermaglie tra il ‘Saltimbanco’ e il ‘Roseo’. Il variopinto opinionista, tacciato dal suo compagno di poltrona per tutti questi mesi di averla sparata grossa troppe volte, ha ricevuto le congratulazioni per la sua ultima predizione, «7 vittorie nelle ultime 7 giornate» (e sono già 6), da alcuni telespettatori: uno di questi era il fedele Pino dalla Calabria, cha ha addirittura esclamato «Pensavo che lo sDSC01973tesse dicendo per vaneggiarsi, invece no: è un mago, chapeau! Aveva anche azzeccato lo scudetto alla Juve già a inizio settembre». Anche la première dame di Calcio & Calcio, Alessandra Giavarini, che calzava un vertiginoso tacco 15, è uscita per un istante dagli schemi di co-conduttrice e si è voluta aggregare al coro degli elogi per il “tatuato”: ora, non mi dilungo a riepilogare tutte le profezie del mio buffo e simpatico idolo (anche perché il maestro Majo non approverebbe uno scritto troppo pedissequo nei suoi confronti), ma faccio riemergere alla memoria dei lettori quando a inizio stagione asserì che il Parma avrebbe lottato per un posto vicino alla zona Europa League. Nella penultima diretta stagionale Nostradamus Boni ha assunto il ruolo di insegnante e ha tenuto una breve lezione geo-calcistica, con mappamondo luminoso annesso ai fini di una migliore comprensione della materia: «Il motivo della presenza del mappamondo è un regalo per te, caro Andrea Schianchi, così quando sei a casa con calma ti guardi dov’è l’Europa, perché noi il prossimo anno ci andiamo, entrando dalla porta principale o da quella di servizio non DSC01963importa. E per meriti nostri, non per demeriti altrui!». A proposito del vertiginoso tacco 15 della Giavarini, in un fuori onda a pochi minuti dall’inizio della diretta, il “capitano” Michele Angella aveva zittito la rumorosa platea di loggionisti, che stava amabilmente conversando (probabilmente sul tacco 15 di Alessandra!), con una spiritosa battuta: «Però ogni tanto in questo studio dovremmo parlare anche un po’ di calcio…». Lorenzo Fava

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 Commenti

  1. Il ragionamento di Schianchi non é accettabile: per una squadra di medie o piccole dimensioni la partecipazione a una coppa europea é un traguardo importantissimo. Capisco che l'E.L. per Inter, Juve o Milan non abbia appeal, ma per il Parma, scherziamo?!!!

  2. Ma solo io ricordo le riserve schierate in UEFA ed il Tardini semideserto per una semifinale(se ben ricordo) con il PSG?

  3. Drums non ha tutti i torti, ma dobbiamo anche ricordarci che a quei tempi avevamo la pancia piena e si era sazi di coppe e coppette (la definizione, secondo l'ex DG dell'epoca Pastorello apparterrebbe a Schianchi: "Siamo stufi di coppe e coppette", anche se il Roseo me l'ha smentita, per lo meno come espressione scritta sul giornale. Poi, magari, l'aveva detto in tv o in separata sede, ma difficile avere carta che canti): a distanza di qualche anno dall'indigestione della Dominazione Calisto, e con una proprietà e una dirigenza piuttosto entusiasti, volitivi e determinati nel voler far rivivere quei fasti (ma al di là della volontà nelle intenzioni bisognerà vedere concretamente coi fatti se il Ghiro aprirà i cordoni della borsa, consentendo a Leonardi di andare al di là delle nozze con i fichi secchi) gli scenari sono ben diversi. Ciò non toglie che non avremo certo il Tardini tutto esaurito ogni volta…
    Un'altra riflessione, che spesso facevo quando ero capo ufficio stampa e vedevo Cinquini che al nostro interno predicava di pensare solo alle miserie del campionato, anziché fare voli pindarici in Europa – anche se quell'anno arrivammo in Semifinale di Coppa, con un manipolo di ragazzini guidati dall'ostinato Carmignani – era questa: ma perché si vuol tanto raggiungere l'Europa se poi la si snobba (un po' come la Coppa Italia…) dando risalto ad altri obiettivi? Il Parma ha dimostrato nella serie aurea che – quando si ha la testa sgombra e un ottimo stato di forma come adesso – si può benissimo giocare ogni tre giorni, senza avere particolari ripercussioni.
    Ai tempi dei primi successi in Europa, ricordo anche che la rosa non era ricca come l'attuale: giocavano sempre gli stessi, ma ripercussioni non ce n'erano proprie. Mi si dirà: altri tempi.
    Infine un'ultimissima riflessione: mi piacerebbe "brevettare" un nuovo campionato europeo che mandi in pensione le attuali formule. L'idea di fondo sarebbe quella di tornare ad una sola squadra qualificata di diritto in Coppa dei Campioni, cioè chi ha vinto lo scudetto; poi farei appunto un campionato d'Europa aperto più o meno dalla 2^ alla 6^, massimo 7^ a seconda del ranking. Dopo una fase eliminatorie i vincitori dei vari gironi accederebbero alla Coppa Campioni, i secondi e i terzi alla Europa League. Che ne dite?
    Cordialmente Gmajo

  4. Credo che questa volta il roseo abbia ragione, una coppa lasi fa se si hanno risorse tecniche ed umane per poter essere competitivi, non so quantificare gli eventuali introiti televisivi, ma se si vuole crescere e radicarsi nel centro classifica bisogna fare il passo secondo la gamba,giocare di giovedì e poi in campionato comporta sforzi fisici mentali e logistici che ci possono costare sino a 10 punti in una stagione , con concreto relativo rischio retrocessione….per carità!!!
    Angioldo

  5. In parte sono d'accordo con Schianchi. Ed in altra parte non lo sono. Che i punti siano fatti all'inizio, in mezzo o alla fine, fa poca differenza. Tutti i punti fanno classifica. E tutti i punti servono a renderla più o meno bella. Però è anche vero che sotto certi aspetti è importante capire come li si fa, quando li si fa e contro chi li si fa. In questo senso mi vengono in soccorso le parole che da tempo va ripetendo il Direttore: queste sei vittorie di fila non sono frutto del tanto decantato Progetto Parma, quanto di una scelta di pancia del nostro Presidente che lasciando la via vecchia (Colomba) per intraprenderne una nuova (Donadoni) ha trovato non solo punti buoni per far classifica, ma anche una bella dose di buona sorte. Nell'anno della retrocessione a nulla servì affidarsi a Cuper.

  6. Direttore, io dico che basterebbe semplicemente ritornare ai vecchi format.

    Prima in Coppa Campioni
    Seconda, terza, quarta e quinta in Coppa Uefa
    Vincente Coppa Nazionale in Coppa delle Coppe

    Era così semplice, ma così tremendamente bello.

  7. buongiorno
    capisco che sarebbe bello dopo anni di sofferenza tornare in europa per respirarel aria che una volta al tardini era di casa,ma bisogna rendersi conto che un progetto di crescita dev essere fatto a piccoli passi,vuoi perchè non si possono spendere cifre folli per rinforzare e allargare la rosa per onorare 3 competizioni contemporaneamente,e vuoi perchè come dice Schianchi,le ripercussioni sul campionato sarebbero pesanti aggiungiamo che anche gli introiti derivanti dall europa league non sono così influenti per le casse societarie,(se arrivi in fondo credo che qualcosa guadagni ma la cosa non ci riguarderebbe di sicuro passare la fase a gironi per noi sarebbe già un successo)…..e perchè l ultima volta che abbiamo disputato le uefa/europa league …..siamo retrocessi!!!PUR DISPUTANDO CON DIVERSE SECONDE LINEE DI ALLORA ,le partite del nostro gruppo, perciò le considerazioni di Schianchi sono avvallate anche dai fatti e non solo dalla teoria……….anche a me piacerebbe tornare in quella che una volta era la nostra dimensione ideale magari trovando anche qualche avversario di blasone…tipo l atletico madrid che stasera si gioca la finale….avversario che per noi ha un appeal perticolare che rievoca ricordi piacevoli per 2 volte "randellato"con censeguente alzata della coppa dopo prima a wembley e poi a mosca…ma razionalmente dico no…..preferisco che si costruisca un intelaiatura solida di squadra attraverso un processo di crescita graduale senza troppe pressioni o aspettative….si deve imitare nel limite del possibile (e con i dovuti paragoni)il lontano Parma di Scala….ci vuole pazienza lavoro e investimenti per diventare "SOLIDI"ma qualcosa mi dice che quest anno grazie a Donadoni si è trovato un equilibrio emotivo a livello di squadra e società che da anni mancava e non dev essere modificato da slanci euforici è la prima volta che ho questa sensazione ovvero quella che il "GHILEO"VOGLIA ASCOLTARE VERAMENTE IL TECNICO per costriure qualcosa di duraturo compatibilmente al bilancio e alle possibilità economiche…..io dico ragazzi portiamo pazienza ancora 2/3 anni …poi è cmq difficile ma….c è sempre una coppa italia nel mezzo di una stagione (và onorata con l impegno però)e una outsider come noi(magari con qualche grande che la snobba) puo sempre far bene no?….il parma di scala non è partito da li?
    saluti
    Filippo1968

  8. Qualcosa continua a farmi preferire un Parma in Europa League. Intanto ci pigliamo oggi l'uovo, poi penseremo all'eventuale gallina di domani. Fermo restando che secondo me il domani va costruito coi giovani. E non è uno slogan elettorale. Il futuro del Parma sta tutto nella sua capacità di produrre buoni giocatori a livello giovanile da mandare poi direttamente in prima squadra, senza nascondersi dietro la scusa del "mandiamoli a fare le ossa nelle serie inferiori". Il resto è solo una conseguenza: dai bei campionati alla conquista di qualche coppa.

    Inoltre ho un sogno…un Parma che tragga ispirazione dal modello Athletic Bilbao: il Parma ai PARMIGIANI…parmigiani da allevare fin da piccoli nel nostro settore giovanile. E poi pensate al risparmio di soldi: oggi per comprarti un Destro già fatto devi spendere almeno 10 milioni…quando invece se ne potrebbero investire 10 nel settore giovanile e "farsi in casa" almeno due o tre Destro da portare poi in prima squadra.

  9. Ghirardi mi sa che in Europa ci vuole andare eccome, con buona pace di Schianchi. Se non sarà quest'anno grazie alle penalizzazioni di squadre coinvolte nelle scommesse sarà dopo la prossima stagione sul campo!

  10. Bisogna ringraziare di cuore Andrea Schianchi che ultimamente è una vera miniera di argomenti che ci fanno discutere, dallo schifo che prova per la parola tifoso ai dubbi sull'Europa, passando attraverso il controverso caso del parcheggiatore (della Pinetina) Jonathan (gli interologi rosei sostengono la tesi dell'opinionista leader di Calcio & Calcio, secondo cui in ambiente giornalistico era stato ribattezzato così, ma un conto è un nomignolo che gira off the record tra i colleghi, un conto è spiattellarlo in Tv e chi segue Telelombardia con assiduità mi garantisce di non aver mai sentito l'esterno del Parma in correlazione coi posteggi, durante la sua permanenza in nerazzurro). Sulla questione Europa o non Europa direi che Vladimiro ha ragione: il presidente ha voglia – eccome! – di andarci. Proclami di questo tipo ne faceva già pochi mesi dopo il suo insediamento, immaginarsi ora che la squadra è lì ad un soffio (eventuali penalizzazioni altrui permettendo). Del resto Leonardi stesso rimarca la differenza tra il Palmares crociato e quello dell'Udinese (al di là dei piazzamenti in Champions League non ha trofei in bacheca): però quelle coppe sono arrivate tutte durante la Dominazione Calisto: va bene averli sulla carta intestata e riprodotte in Emporium o sulla testata del proprio sito, ma vuoi mettere la soddisfazione di averne uno tutto tuo? E per vincerlo occorre partecipare alla competizione. Magari una o più volte, perché non sempre riesce la ciambella col buco immediatamente. E qui debbo correggere l'impreciso Filippo, dal momento che la scalata di Scala non so quanto sia stata programmata o quanto fosse figlia dell'entusiasmo dovuto a promozione in A, piazzamenti subito onorevoli oltre alla conquista della Coppa Italia ai danni della Juve. Di prove tecniche il Ghiro ne ha fatte parecchie, sia pure spesso facendo qualche passo da gambero (il ripartire dopo Guidolin), ma non si può dire certo che sia un neofita della serie A. Io penso che nel calcio sia difficile programmare e spesso si ottiene qualcosa anche grazie ad una serie di favorevoli circostanze, se no tutti quelli che programmano dovrebbero vincere qualcosa, mentre chi vince lo scudetto è uno solo (e chi arriva secondo è un fallito). Per questo non credo che si tratti di procrastinare oltre le legittime aspettative del numero e dei tifosi, togliendo quello che Leonardi aveva identificato in un virus. Quella autostima e quella consapevolezza trasmessi così bene da Donadoni (tra pochi mesi arriva il difficile, il ripetersi agli stessi livelli) debbono essere capitalizzati con un incremento delle ambizioni, senza nascondersi (ancora) dietro un dito. Questo, però, mantenendo sempre i piedi per terra, poiché le possibilità economiche (si fa per dire) dell'ancien regime non sono certo le medesime di oggi.
    Filippo, poi, sbaglia quando dice che l'ultima volta che partecipammo alle Coppe retrocedemmo: quell'anno lì, infatti, ci salvammo miracolosamente con Ranieri, uno dei tecnici pescati bene dal Ghiro, non come il tandem Di Carlo-Cuper scelto da lui la stagione successiva, appunto quella dell'ignominioso declassamento. Io non sono affatto d'accordo né con Cinquini, né con Schianchi, né con Angioldo, secondo il quale le Coppe costerebbero 10 punti a stagione. Come al solito non abbiamo la controprova, ma proprio i successi in Europa del 2004-05 ci fecero poi salvare allo spareggio, grazie a quel manipolo di ragazzini rodati dall'indimenticabile Gede in Europa, mandati in campo al Tardini nello spareggio col Bologna n.1, dopo la falcidia di squalifiche mirate di un certo De Santis.
    Cordialmente Gmajo

  11. chiedo menia majo …..ho confuso le annate!!!!ma aldilà della clamorosa gaffe rimango della mia…meglio tentare di bissare il piazzamento in campionato di quest anno( e in qualche modo esserne protagonisti..o provarci ad esserlo),che proporsi per una comparsata su un palcoscenico come l europa league…palcoscenico che oltre a non essere nemmeno lontanamente remunerativo come la champions è però stancante nella stessa misura .
    Come dici tui Majo è vero che se bastasse programare per vincere prima o poi tutti arriverebbero ad alzare un trofeo….ma sicuramente chi non programma o meglio chi HA PROGRAMMATO MALE fino ad oggi,non si mette nemmeno nelle condizioni di sperare in qualcosa,visto che quest anno è andata bene e il mal di pancia di ghirardi (non la programmazione)più una serie di circostanze favorevoli come l abbassamento di livello del campionato ha prodotto un qualcosa d interessante in prospettiva futura,è meglio non perdere questo "MATTONCINO"magari anche casuale,ma sempre di "mattoncino" si tratta perchè poi sempre per il discorso delle aspettative…se ti capita nel girone .. butto 2 nomi a caso .. un VALENCIA.. un Lille dopo i tifosi vogliono vincere o ben figurare e il presidente pure, invece niente di più facile e che vengano al tardini a darci due pere ciascuno umiliandoci… vista la maggior esperienza e caratura internazionale che in europa fà la differenza….si rischierebbero pressioni inutili… non è per fare il gufo ma ritengo che da questo filotto finale bisognerebbe imparare che è meglio scegliere un basso profilo e fare scelte adeguate….da questo filotto,da questa consapevoleza bisogna ripartire umili e ma determinati…mentre l esaltazioni nel recente passato ha regalato cocenti delusioni
    saluti
    Filippo1968

  12. sul parma di scala invece dico che è vero Majo hai ragione,sicuramente più che di programmazione si può dire che l entusiasmo ha contato davvero tanto per l escalation di trionfi di quella squadra a noi cara, ma come hai rimarcato anche tu, in un precedente post quelli erano davvero altri tempi dove nonostante tutto bastava magari un cocktail di entusiasmo,spregiudicatezza,e una discreta ossatura di squadra per affermarsi contro le grandi potenze lo strapotere economico ancora non era garanzia al 100%di vittoria sicura…mi pare chè da l anno dell avvento in serie A vinse la Sampdoria (che cmq era una signora squadra)ma da li in poi TRA MILAN INTER ROMA LAZIO JUVE i campionati se li spartirono chi poteva spendere di più,pur non avendone le possibilità…la cenerentola scudettata di turno ha cessato di esistere….La musica è cambiata adesso per partecipare ..puoi partecipare con risorse moderate ma se vuoi contatre qualcosa…devi investire,se non ne hai la possibilità(e ad occhio e croce non navighiamo nell oro) serve competenza,intuito, talento e pazienza, per questo dico che oggi l entusiasmo almeno nel nostro caso deve lasciar spazio alla ragione …faccio un equazione semplice in caso di europa league(ipotesi tra l altro attualmente davvero remota legata a vicende extracalcistiche) la rosa va allargata visto che è impensabile giocare 3 competizione con una rosa 20 giocatori ,e se verrà allargata si potrebbe correre il rischio di farlo in modo dozzinale venendo meno nella qualità …di cui questa squadra non abbonda…nonostante l ottavo posto,ribadisco ancora una volta che oltre a comprare quest anno forse ci saranno da fare sforzi anche per tenere almeno un paio di elementi che si sono messi in luce in questo girone di ritorno (Valdes Paletta)ovviamente il tutto è legato ai profitti che verranno ricavati dalla cessione di Giovinco….insomma io la vedo così poi ….tutto è opinabile
    cordialmente
    filippo1968
    Filippo1968

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