CALCIO & CALCIO / MELLI: “DONADONI E’ UN ALLENATORE CARISMATICO E DI STILE CHE NON HA BISOGNO DI ‘URLARE’…” MA E’ PIU’ FORTE IL SUO PARMA O QUELLO DI GUIDOLIN ARRIVATO 8° ?

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Ospite nelle 35° diretta stagionale del salotto di Teleducato il team manager crociato ha elogiato l’attuale tecnico. Ma non sono mancati i confronti con illustri predecessori… 

DSC01955(Lorenzo Fava) – Il clima stemperato e disteso, dovuto al filotto di quattro vittorie consecutive del Parma che gli ha permesso di conquistare la salvezza acquisita con largo anticipo, ha consentito riflessioni più leggere al parterre di Calcio & Calcio, impreziosito dalla presenza di Sandro Melli. Il team manager crociato, che ha risposto a diverse domande poste dai tifosi da casa, ha sottolineato la bravura del tecnico Roberto Donadoni, a cui vanno i meriti per questo periodo di forma eccellente: «Ero molto sereno, perché si percepiva che con l’arrivo del mister Donadoni era una questione di tempo e credo che il merito principale vada proprio a lui, insieme al lavoro di Leonardi. Donadoni ha dato serenità a giocatori che prima di allora avevano dato un contributo minimo per vari motivi e ha dato più competitività tra di loro e ha fatto sì che il Parma trovasse più continuità di risultati». Ascoltate le parole dell’indimenticato bomber crociato – ora invece nel ruolo di mediatore tra calciatori e staff tecnico –, è apparso lampante un implicito paragone (e un senso di soddisfazione decisamente più spiccato) con il recente passato targato Franco Colomba.

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DSC01957Il tema di Psycolomba è stato di certo il leitmotiv della stagione, ma è sempre risultato difficile rispondere ai perché di quella incomprensibile dicotomia: nella scorsa stagione aveva plasmato una squadra compatta, decisa, quadrata che, sotto la sua guida, aveva raggiunto una salvezza difficile da conquistare, in quella corrente a tratti non ha confermato quanto di buono fatto in precedenza. Così, ancora DSC01951angustiato da cosa non funzionasse nei mesi scorsi all’interno del gruppo, ho girato il quesito a un uomo come Melli che vive lo spogliatoio da vicino: «Detto che il mister va ringraziato per averci preso per i capelli e per averci portato alla salvezza, l’errore che noi come società imputiamo a Colomba è quello di aver dato per scontato una squadra di 11 giocatori. E il resto era considerato in maniera più marginale: faccio gli esempi di Valdes, Santacroce, Feltscher, che a Lecce ha fatto una buona gara… Nei ruoli ci vuole competitività, perché se io sono sicuro di avere il posto alla domenica probabilmente mi rilasso e la “riserva” magari si deprime. La squadra ora è partecipe nei suoi 25 effettivi». Melli, rispondendo sempre all’interrogativo di chi vi scrive, ha aggiunto un’oculata osservazione: «La società ha piacere nel vedere un calcio più propositivo, più brillante, alla ricerca con intelligenza dell’azione, del gol e della vittoria. Volevamo vedere anche altri buoni giocatori che fino a quel momento non avevamo visto».

DSC01959Da un confronto all’altro: dopo il discorso Colomba, nato quasi per cause naturali e di forza maggiore, il conduttore Michele Angella ha chiesto ai loggionisti se questo Parma può essere considerato alla stregua o più forte di quello visto con Guidolin, mettendo a confronti le formazioni e i moduli tattici speculari, utilizzati da entrambi. La risposta in studio è risultata unanime: nonostante l’esaltante stagione in A con il coach di Castelfranco Veneto, il Parma di Donadoni sembra infervorare maggiormente i tifosi considerata la maggiore predisposizione a creare il gioco e a fare la partita.

DSC01956Il team manager ha parlato inoltre della partita “vecchie glorie”, in onore della 35^ candelina sulla torta dei Boys, che si disputerà il 18 maggio al Tardini (clicca qui per vedere su stadiotardini.com  la conferenza di presentazione): Melli ha asserito che per la presenza di alcuni giocatori tutt’ora in attività (Marchionni, Budan, Paloschi per citarne alcuni) sarà necessario il nullaosta delle rispettive società di appartenenza, considerato che i diretti protagonisti hanno già acconsentito di buon grado. E alla domanda di un tifoso «Ci sarà Asprilla?» se l’è cavata con una battuta «Tino è sempre stato difficile da pendere (e rintracciare)…».

DSC01952Dulcis in fundo riguardo Enrico Boni: portato in auge da alcuni attestati di stima, arrivati via mail, che gli promettevano di regalargli un fans club (la première dame Alessandra Giavarini ha ricordato che su Facebook ne esiste già uno ufficiale, “ENRICO BONI contro tutti!”, presieduto dal sottoscritto), il Saltimbanco ha riassunto su un taccuino DSC01958nero le profezie, da lui predette a inizio stagione e puntualmente avveratesi: «Colomba esonerato: detto alla 1° puntata; Donadoni nuovo allenatore: detto alla 2° giornata; Leonardi a vita: detto da sempre; Giovinco miglior giocatore italiano; Ancelotti al PSG; Di Matteo tecnico emergente…». Angella ha predicato pazienza, ma il saggio Clelio Colabona si è sentito di spezzare una lancia in favore del “pepe della trasmissione”: «E’ vero che Schianchi è tutta la stagione che dice che il Parma arriverà 8°-9° in classifica, ma Enrico ha fatto una previsione sicura e mi ricordo anche la mimica quando disse che il Parma non aveva niente a che fare con la retrocessione. Loro hanno indovinato i pronostici e, tu, Michele hai indovinato gli opinionisti». E visto che il marcato è un argomento sempre caro ai tifosi, chiederò in anteprima ad Angella se il duo Schianchi-Boni sarà confermato anche per la prossima stagione…

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

10 Commenti

  1. In vista della gara di stasera dico che dobbiamo battere o costringere al pari l'Inter…in primis perché noi abbiamo il dovere di puntare al settimo o all'ottavo posto finale…ed in secondo luogo perché dobbiamo togliere l'Inter dalla classifica avulsa…a buon intenditore poche parole…come diceva quel tale? "siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico."

    Ecco, appunto…

  2. Lunedi ho seguito Calcio e Calcio, curioso il paragone tra il Parma di oggi e quello di Guidolin. La squadra mi sembra più forte quella di Donadoni (se non altro per la presenza di Giovinco), ma a me aveva entusiasmato di più il campionato di due anni fa con Guidolin, forse per il fatto che eravamo appena risaliti dalla B e non ci aspettavamo tanto. Lei Majo che ne dice?

  3. Giovinco a parte (e non è poco), per me era più forte quello del primo anno in A. Parlo del resto della rosa, ovviamente. Ma la Formica fa decisamente pendere la bilancia sull'attuale. Non sono d'accordo con Leonardi che a Tv Parma ha sostenuto che l'attuale posizione di Giovinco, punta centrale, sia una trovata di Donadoni, perché la Formica era il primo centravanti anche durante Colomba. E il progetto tecnico, come scrivevo in tempi non sospetti, e come ho spesso detto in TV quando altri si lamentavano dei vari Pellè, Floccari ed Okaka, verteva per l'appunto sul mettere il n.10 nelle condizioni di far meglio. Ma così era anche prima dell'avvento di Donadoni, il quale, anzi, è tornato – con intelligenza e la giusta umiltà – sui propri passi, poiché inizialmente si ostinava a schierarlo esterno sinistro del 3 4 3.
    Cordialmente Gmajo

  4. Mi spiega come fa a ritenere più forte quel Parma? Dellafiore, Lanzafame, Jimenez, Panucci alla canna del gas, Bojinov, Amoruso. Tutti mezzi giocatori con i quali Guidolin riuscì a fare miracoli.

  5. All'inizio della presente stagione ricordo perfettamente che diversi frequentatori di questo spazio virtuale ritenevano scarsi (come qualità, non certo numericamente) i giocatori della rosa. E fino a prima dell'attuale filotto erano in tanti pure a non voler confermare gran parte di questi per il futuro. Poi i risultati fanno cambiare idea…
    Per me quel Parma era da 10° posto in classifica, quello della stagione successiva da Champions League o da retrocessione (valutazione fatta prima del campionato in una intervista che mi fece Parma Daily, ed in effetti il Parma alternò i due cammini, dapprima da retrocessione con Marino, da Champions League con Colomba) e l'attuale da 12° posto (ad inizio stagione) e da 10° dopo il mercato invernale. Per me il Parma di oggi sta rendendo oltre le aspettative per indubbi meriti propri e per altrettanto indubbi demeriti della concorrenza.
    Cordialmente Gmajo

  6. La differenza sta nella panchina: il Parma di due anni fa che arrivò ottavo con un altro tecnico sarebbe finito al 14° o 15° posto, quello di adesso qualsiasi allenatore lo avrebbe portato intorno all'8°-10°.

  7. A livello di giocatori la differenza la fa Giovinco e basta. A livello di allenatori non c'é invece paragone, quando Donadoni avrà ottenuto i risultati della carriera di Guidolin allora ne riparleremo (con buona pace di Leonardi).
    E comunque prima di fare paragoni aspettiamo le ultime tre partite e il piazzamento finale.

  8. Scusa Vladimiro, ma che risultati eclatanti ha ottenuto Guidolin finora? Il terzo punto di un'Udinese che giocava con due bomber fortissimi come Sanchez e Di Natale? Guidolin è bravo ma non è un fenomeno. Donadoni allena da pochi anni. Quando avrà 15 anni di panchina come Guidolin vedremo chi ha vinto di più

  9. Caro Fedele se per risultati intendi Champions League, Mondiali o Scudetti allora é chiaro che alzo le mani, ma qui stiamo parlando di Parma e dintorni. A proposito di Guidolin ti ricordo solo una Coppa Italia e una semifinale di Coppa Coppe con il Vicenza (!), mica con la Juve. Piazzamenti Uefa a Udine e Palermo. Piazzamento Champions (!) ancora a Udine, un signor campionato prima ancora a Bologna, un signor campionato con un Parma appena tornato sù dalla B. Per quanto riguarda Donadoni per ora ottimo lavoro, ma anche Colomba l'anno scorso aveva fatto benissimo ed era considerato un dio in terra (o ce ne siamo già dimenticati? Ci siamo dimenticati delle vittorie con Inter, Udinese, Juve, Palermo?). Esultiamo si, ma mediatiamo anche!

  10. Caro Vladimiro, Guidolin è un ottimo allenatore, ci mancherebbe altro. Dico solo che Donadoni finora ha dimostrato di non essere da meno e sono convinto (accetto scommesse) che quando avrà gli anni di panchina di Guidolin potrà vantare un palmares superiore a quello di buoni piazzamenti europei e zero tituli. Non facciamo poi il paragone con Colomba, per piacere. Lo scorso anno Colomba ci ha salvato alla grande ma credo che ben pochi (io sicuramente no) lo ritenevano un grande allenatore. Da il meglio con squadre con l'acqua alla gola ma non sa dare una identità forte: è monomodulo, va sul sicuro scegliendo sempre i più esperti, non sa leggere le partite e quando finalmente effettua delle sostituzioni le fa sempre in chiave difensiva. Come dice Schianchi della Gazzetta dello Sport, chiunque mastichi calcio sa che Donadoni è più buono di Colomba, non è mica un mistero. La Figc può anche aver pensato di affidare la panchina della nazionale a Guidolin come la diede a Donadoni (che fece bene, visto che fummo eliminati ai rigori in semifinale da una Spagna che poi avrebbe vinto tutto) ma non penserà mai ad affidarla a Colomba. E non certo perché gode di cattiva stampa (anzi, qui a Parma ha goduto di una stampa eccessivamente buona: quando becchi tre o quattro goleade in 15 partite avendo una rosa più che discreta, forse come allenatore non sei il massimo, no?)

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